Archivio per : aprile, 2015

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Piccola guida sulla calibrazione dei beacon

 Tra le tante richieste che ci arrivano, molte riguardano problematiche inerenti ai beacon. E allora, ci siamo chiesti in redazione, perché non scrivere delle brevi linee guida su come installare i beacon?

Prima di tutto, però, voglio ricordare che un beacon trasmette i suoi segnali tramite onde radio a 2,4 GHZ, la stessa frequenza di un router wireless. Questo è un particolare da tener conto quando si intende montare un beacon, soprattutto se il luogo dove li vogliamo installare è al chiuso: infatti, il principale disturbo ad segnale beacon è dovuto proprio dalla rete wireless, per cui sarà sempre buona norma evitare di installare il nostro dispositivo nei pressi di qualsiasi emettitore di frequenze wireless, proprio come il router oppure apparecchi come stereo, televisioni o home theater, con le casse collegate in wireless.

Attenzione bisogna porla anche agli elettrodomestici! Può sembrare strano, ma un normale forno a microonde è un emettitore di onde radio, e, nel caso di utilizzo di beacon nell’ambito della domotica, bisogna prestare attenzione anche alla loro presenza.

Ovviamente, un segnale beacon soffre tutti i classici ostacoli che intercorrono nella trasmissione di onde radio: non si può pretendere di installare un beacon in una stanza, e che il suo segnale sia intercettato da uno smartphone presente in un’altra stanza, magari nascosta da un muro spesso. Il consiglio, quindi, è utilizzare tanti beacon con una bassa potenza di segnale, anche per far leggere agli smartphone lo stesso identico contenuto, piuttosto che un beacon con un segnale molto potente, col rischio che esso subisca molte interferenze diverse.

A conclusione di questo breve vademecum, aggiungo un paio di indicazioni. Abbiamo scoperto che, nei prodotti di fascia bassa, anche l’orientazione di un beacon assume importanza! Probabilmente ciò è dovuto dall’utilizzo di antenne di scarsa qualità, in ogni caso ne siamo rimasti molto sorpresi in redazione, e lo vogliamo segnalare.

Infine, ricordate di prestare sempre attenzione alla configurazione di un beacon! Se si installano più beacon vicini, c’è il rischio che i diversi segnali si intercettino tra loro, creando una gran confusione nel dispositivo ricevente; per cui, ogni volta che installate un beacon, assicuratevi sia che la potenza del segnale non interferisca con quella degli altri beacon!

In conclusione, la calibrazione dei beacon è uno degli aspetti più complessi del loro utilizzo, ma con qualche accortezza e un po’ di lavoro, essa non sarà più un problema.

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Intervista a Valter Foresto della iBlio

Riassunto: Nell’articolo si parlerà di: 1 la storia e i prodotti iBlio; 2 di idee innovative per l’utilizzo di beacon; 3 del Droid-con di Torino

 

Abbiamo intervistato oggi Valter Foresto della iBlio, la start-up torinese di recente grande protagonista del recente Droid-con di Torino.  La iBlio è la produttrice dell’interessantissimo UriBeacon che abbiamo provato proprio pochi giorni fa.

 

1. Con iBlio siete una delle prime aziende italiane impegnate nella costruzione hardware dei beacon. Quando e perché nacque l’interesse per questa nuova tecnologia?

iBlio nasce da una serie di aziende interessate agli aspetti innovativi del Bluetooth Low Energy (BLE); in particolar modo, l’idea di iBlio è nata quando è apparso il progetto di Google per il physical web e l’utilizzo del protocollo UriBeacon. Google ha presentato il suo progetto alla fine di ottobre 2014, e noi abbiamo iniziato subito a collaborarvi, focalizzando lo sviluppo dell’hardware direttamente a questa tecnologia, con un occhio di riguardo non soltanto ai beacon per physical web (UriBeacon), ma anche alle altre funzionalità BLE.
iBlio quindi è nato con un attenzione particolare verso i beacon di Google, per poi allargarsi agli iBeacon di Apple, e infine ai nodi e gateways, ovvero sensori e attuatori per far transitare le informazioni verso il cloud o il machine-to-machine, o l’HMI.
2. Quali sono i vostri prodotti di punta?

Il nostro prodotto di punta è l’UriBeacon. Siamo la prima azienda non statunitense a produrre UriBeacon standardizzati e certificati Google! Siamo produttori anche di iBeacon, quindi di prodotti adatti al marketing di prossimità, ma soprattutto realizziamo nodi (ovvero sensori e attuatori Bluetooth, adatti ai più svariati mercati), sia i gateways per portare le informazioni su Cloud.
In pratica, questi prodotti corrispondono al concetto di physical web proposto da Google, per lo sviluppo dell’IoT.

3. So che avete idee molto innovative su come utilizzare i beacon. Potete descrivercele?

Certamente. Quello che abbiamo notato è che, quando si discute di beacon, l’attenzione è rivolta all’utilizzatore finale, mentre raramente si guarda al gestore del sistema. Mancano elementi come, per esempio, un sistema per avvisare il gestore che le batterie si stanno esaurendo e devono essere sostituite. Sembra una sciocchezza, ma in realtà e un’opzione non supportata.
Un’altra idea è proporre beacon che presentino entrambe le tecnologie (UriBeacon e iBeacon), e a tal proposito abbiamo già dei prototipi funzionanti.
Le aziende che utilizzano o sono interessate ai nostri prodotti, ci chiedono l’invio di determinate informazioni, come la temperatura o l’umidità del luogo dove sono installati, oppure sullo stato di salute dei vari ingressi.
Abbiamo anche immaginato un modo diverso di utilizzare i beacon. Nel marketing di prossimità, si immagina sempre che un beacon sia fisso, mentre sia l’utente a muoversi, ricevendo così le varie proposte. Noi abbiamo tentato di ribaltare questo concetto, ottenendo risultati estremamente interessanti. Abbiamo pensato a dei beacon mobili, associati a cose o persone, mentre fissi risultano essere dei gateway, il quali raccolgono le informazioni ricevute dai beacon e le salvano su Cloud, per poi rielaborarle ed esporle a fruitori terzi.
Queste idee le abbiamo presentate ai nostri partner e investitori, ottenendo un bel successo, quindi siamo molto fiduciosi che possano rivelarsi importanti per il futuro.

4. Siete stati protagonisti al Droid-con di Torino, quali sono state le impressioni ricevute da questo grande evento targato Google?

Abbiamo avuto impressioni assolutamente positive. Il sipario di Droid-con a Torino è legato ad Android, con un pubblico molto selezionato e attento alla tecnologia targata Google. Abbiamo avuto subito un ottimo successo con gli UriBeacon, sicuramente perché sono un ottimo prodotto, seppur ancora in fase sperimentale. In generale, però, tutta la tecnologia BLE era presente, non soltanto con iBlio ma anche con altre aziende.
Noi siamo stati sponsor dell’Hackathon, presso l’incubatore del Politecnico di Torino, dove 150 persone si sono sfidate nello sviluppo di applicazioni Android per l’IoT. Qui ben 7 gruppi su 14 che hanno accettato le sfide del Droid-con, hanno lavorato sul BLE utilizzando sia i nostri beacon che nodi, oltre che sui gateways.
Il successo ottenuto ci fa ben sperare per il futuro, nonostante noi abbiamo scelto di non fornire SDK specifici per gli sviluppatori. Crediamo, infatti, che bastino gli SDK rilasciati da Apple, Google e Microsoft, con le loro API orientate al BLE, senza bisogno di interporre un software intermedio, il quale dovrebbe seguire le continue evoluzioni delle API native.

5. Come ultima domanda vorrei chiedervi a quali eventi parteciperete nei prossimi mesi.

Sull’onda del successo ottenuto al Droid-con e all’Hackathon, parteciperemo allo SMAU Torino (29-30 Aprile); inoltre il 12-13-14 Maggio saremo presenti all’SPS-Drive di Parma, un evento di livello mondiale che segue quello di Norimberga del Novembre 2014, dove presenteremo lo sviluppo di prodotti nuovi rivolti al settore industriale.
Più avanti avremo una serie di conferenze in Toscana e nel resto dell’Italia, con l’obbiettivo di proporre la nostra tecnologia a chi vuole investire, sia dal punto di vista finanziario che tecnico, insieme a noi.

 

Troverete l’intervista integrale all’interno della nostra sezione podcast!

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Self-Broadcasting: possedere un beacon e nemmeno saperlo!

Quante sono le volte che su beaconitaly abbiamo discusso riguardo alle varie tipologie di beacon o alle loro caratteristiche. Oggi invece vogliamo parlare di un’aspetto molto interessante: il self-broadcasting, ovvero la possibilità di rendere il proprio dispositivo mobile un trasmettitore beacon!
Sin dal rilascio del iOS7, è possibile trasformare i prodotti Apple in trasmettitori beacon, senza dover quindi acquistare un beacon fisico. Ovviamente, per fare ciò, bisogna rispettare i soliti requisiti, ovvero la presenza del Bluetooth 4.0 sul proprio dispositivo (per sapere se avete il Bluetooth 4.0 installato, controllate la nostra pagina sui devices compatibili).
Come fare per rendere il mio dispositivo un beacon?
Il metodo “ufficiale” è iscriversi come uno sviluppatore di programmi Apple, scaricare i tool di sviluppo e poi l’AirLocate: in pratica un percorso lungo, per il quale ci vuole una certa esperienza o malizia informatica.
Esiste, invece, una maniera più rapida e comoda: utilizzare alcune app specifiche! Ne esistono diverse nell’app store, noi di beaconitaly vi consigliamo l’utilizzo dell’app Beacon Bits della ChaiONE.
Il vantaggio di questa app è che non si deve fare niente per poter trasformare il proprio dispositivo in un beacon; basta pigiare su Broadcast nella schermata iniziale che essa subito comincerà a trasmettere. Tramite le impostazioni è anche possibile modificare i major e minor del proprio dispositivo, e volendo anche l’UUID e il nome del beacon. L’estrema semplicità d’utilizzo dell’app compensa l’impossibilità di modificare il raggio d’azione. Ah, dimenticavamo di dirvi che è un’app gratuita!

L’opzione di trasformare il proprio dispositivo in un beacon è utile soprattutto per gli sviluppatori, che possono provare i propri programmi senza possedere un kit beacon di sviluppo, e agli utenti comuni, per sperimentare le varie piattaforme di creazione contenuti che stanno nascendo con lo sviluppo della tecnologia beacon!

P.s.
Questa possibilità esiste pure per Android, seppur limitata agli ultimissimi smartphone LG Nexus: per questo nell’articolo parliamo solo dei prodotti Apple.

 

IMG_0131 La schermata iniziale dell’app Beacon Bits

 

Intervista ad Alessio Cucini

Riassunto dell’articolo.

Intervista ad Alessio Cucini, Ceo e fondatore della BlueUp, in cui si parlerà di: della storia della BlueUp; 2 dei prodotti BlueUp; 3 del recente SMAU di Berlino.

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Oggi abbiamo intervistato Alessio Cucini, Ceo e fondatore della BlueUp, azienda di Colle Val D’Elsa produttrice del beacon BlueUp Mini recensito recentemente da noi.
1) La vittoria al “Terre di Siena Creative 2013” è stato sicuramente un punto di svolta importante per la sua start-up. Ci potrebbe raccontare brevemente come è nata l’idea del progetto e quanto difficile è stato affermarlo.

L’idea del progetto è nata a fine 2012. Con i miei colleghi pensavamo a nuove soluzioni basate sull’integrazione della tecnologia Bluetooth Low Energy (BLE) con il mondo mobile, in quanto eravamo estremamente convinti delle grandi potenzialità di questa tecnologia. In particolare, avevamo pensato ad applicazioni per il marketing di prossimità. Siamo stati in parte preveggienti, in quanto ancora non si parlava di iBeacon (Apple presenterà la tecnologia iBeacon solo a Maggio 2013). Il bando “Terre di Siena Creative 2013” al quale avevamo presentato il nostro progetto ci ha dato la possibilità di realizzare il progetto, fornendoci il contributo economico iniziale per lo start-up. Poi, la diffusione della tecnologia iBeacon ci ha consentito di portare il nostro progetto da un’idea, potenzialmente buona ma probabilmente di nicchia, all’interno di un mainstream tecnologico. Siamo i primi produttori in Italia di dispositivi BLE con tecnologia iBeacon, e siamo molto orgogliosi dei nostri prodotti, interamente Made in Italy.

2) In breve tempo ha creato un’intera gamma di beacon. Ci illustri quali sono le differenze tra ognuno dei suoi prodotti.

Con il nostro catalogo di dispositivi, abbiamo voluto rispondere alle diverse esigenze che sono presenti sul mercato, e che abbiamo potuto riscontrare fin dalle prime richieste da parte dei clienti; inoltre abbiamo sfruttato anche gli anni di esperienza del team di BlueUp nel settore della progettazione e realizzazione di sistemi elettronici e wireless. I nostri beacon (che abbiamo chiamato BlueBeacon) vanno dal modello piccolo (Mini) adatto nel caso di installazioni in cui si vuole premiare la minima invasività della tecnologia, al modello (Maxi) alimentato con normali batterie alcaline che troviamo comunemente in tutti i negozi, al modello (Forte) per applicazioni in esterno dove sono richiesti requisiti più stringenti a livello di robustezza e resistenza ai fattori ambientali. Abbiamo inoltre un beacon USB che può essere inserito in una qualsiasi porta USB, ad esempio di un PC o di un alimentatore, trasformandola immediatamente in un beacon.
La caratteristica importante è che l’interfaccia di programmazione è uguale per tutti i nostri modelli, semplificando notevolmente le procedura di configurazione e gestione. Il nostro cliente deve solo scegliere, anche su nostro consiglio, il modello che più si adatta alla sua installazione.
3) Secondo lei, oltre al settore del commercio, quale è l’ambito in cui i beacon possono avere le potenzialità maggiori?

Sicuramente il settore del commercio, con le applicazioni legate al marketing di prossimità e al “customer engagement” è quello su cui si stanno rivolgendo le maggiori attenzioni da parte degli sviluppatori di soluzioni mobile basate su tecnologia iBeacon (che, ricordiamo, non è compatabile solo con i sistemi Apple, ma con tutti i sistemi operativi mobili che supportano Bluetooth 4.0). Altri settori di grande interesse sono: turismo e beni culturali, soprattutto per quanto riguarda i musei e le mostre, la gestione di eventi (ad esempio le fiere), gli ambienti intelligenti (casa, ufficio, luoghi pubblici) in cui abilitare servizi di prossimità, il grande settore delle smart city. Tutti questi mercati offrono grandi potenziali, che stiamo esplorando anche insieme ai nostri partner.
4) Siete appena tornati dal SMAU di Berlino. Come le è sembrata l’accoglienza da parte del pubblico tedesco dei beacon “made in Italy”?

In Germania c’è grande interesse per tutto quello che è Made in Italy, anche se il settore dell’elettronica non è sicuramente uno di quelli in cui questo brand è maggiormente apprezzato. Abbiamo partecipato sia all’evento SMAU di Berlino sia al CEBIT di Hannover (la più grande fiera mondiale nel settore IT), e in entrambi i casi abbiamo avuto un ottimo riscontro da parte del pubblico. Gli aspetti che sono stati maggiormente approzzati, oltre alla qualità dei nostri prodotti, sono la varietà dell’offerta e la capacità di fornire servizi di personalizzazione su richiesta, un tipo di attività che è sempre più importante per poter rispondere in modo flessibile ed adeguato alle richieste del mercato.

 

5) Quali sono i suoi progetti per il futuro?

Abbiamo chiuso e stiamo finalizzando importanti accordi di fornitura e partnership con realtà italiane, attive nel settore dei servizi mobile, ma non solo. Stiamo osservando che i nostri clienti e partner apprezzano molto sia i nostri prodotti sia il fatto che siano fatti in Italia. Dal punto di vista tecnico, abbiamo appena rinnovato, migliorandolo nell’elettronica, nella meccanica e nelle funzionalità, il nostro beacon Mini, e a breve procederemo anche con gli altri modelli. L’obiettivo è quello di garantire continuamente prodotti e servizi di qualità. Oltre alle applicazioni basate su beacon e servizi di prossimità, stiamo sviluppando altre soluzioni basate su tecnologia BLE per applicazioni legate all’automazione e alla domotica. Sicuramente il 2015 sarà un anno importante per la crescita di BlueUp.

6) Un’ultima informazione per i nostri lettori: a quali eventi potranno incontrarvi nei prossimi mesi?

Ancora non abbiamo un programma stabilito, ma molto probabilmente saremo presenti sia allo SMAU di Firenze (8-9 Luglio), che a quello di Milano (21-23 Ottobre).

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Recensione dei nuovi beacon iBlio

Continua il nostro viaggio tra i beacon Made in Italy. Ospite di oggi è la iBlio, una giovanissima società di Torino, la quale ha sviluppato i suoi primi beacon proprio nel 2015. La vera forza di iBlio è la collaborazione con Google per lo sviluppo di beacon per il physical web, ovvero i nuovissimi Uri Beacon.

Adesso basta con le presentazioni, e concentriamoci sui beacon.

I modelli inviateci da iBlio sono l’iBeacon 5315 e l’Uri Beacon 5315. Premettiamo subito che quelli inviati sono prototipi, per cui l’aspetto e la forma potrebbero essere differenti rispetto ai modelli definitivi.

Cominciamo subito con l’iBeacon 5315. Noi di beaconitaly lo abbiamo trovato un prodotto nella media. Non velocissimo nel farsi riconoscere, discretamente affidabile, il principale pregio lo ha nell’hardware, con l’antenna beacon ben protetta e una batteria di piccole dimensioni. Un grandissimo limite è nella sua programmazione, non esistendo un’app dedicata (e quindi bisogna utilizzare un’app generica per impostarlo) e non essendoci disponibilità degli SDK per gli sviluppatori

L’Uri Beacon 5315, invece, è un ottimo prodotto. Funziona benissimo, la struttura interna è ottima, in più sono a disposizione gli strumenti per gli sviluppatori, grazie alla partnership con Google. Questo aspetto è fondamentale, poiché gli Uri Beacon sono un prodotto recentissimo, e ancora devono essere scoperte tutte le sue potenzialità.

In conclusione se l’iBeacon è un prodotto ancora migliorabile, l’Uri Beacon si dimostra un ottimo prodotto su cui puntare, soprattutto per sfruttare le potenzialità del physical web.

 

*                                                                   Ibeacon 5315                         Uri Beacon 5315

Configurabilità:                                              6/10                                             9/10

Funzionalità:                                                   7/10                                             9/10

Hardware:                                                        7/10                                             9/10

Rapporto/Qualità prezzo:                         5/10                                           10/10

 

In copertina i prototipi della iBlio. In evidenza l’ottimo Uri Beacon.

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