Archivio per : maggio, 2015

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Beacon e Vino a Pordenone

Il ponte del 2 giugno si avvicina, e si sa che, col tempo libero, viene proprio voglia di fare una bella gita! Per tutti colori che amano girovagare mantenendo un’attenzione per la tecnologia, consigliamo una bella passeggiata intorno a Pordenone, per l’esattezza a Fiume Veneto, presso la tenuta vinicola Fossa Mala. Il 31 maggio viene presentato un percorso beacon tra le vigne, per far conoscere più approfonditamente una delle eccellenze del Friuli: il vino. Chi ha sviluppato il progetto e la Spider 4 Web, web agency con sede proprio a Fiume Veneto.

Questo il comunicato rilasciato dalla Spider 4 Web

IL TURISMO ENOGASTRONOMICO INCONTRA IL WEB

Il mondo del vino è quanto di più legato alla tradizione vi sia in Friuli Venezia Giulia. Eppure, anche la tradizione è alla continua ricerca dell’innovazione tecnologica per affrontare le sfide del mercato.

Domenica 31 maggio in occasione di CANTIEN APERTE 2015 Spider 4 Web presenta la tecnologia wireless “beacon”: nella tenuta Fossa Mala, la villa e i vigneti parlano con te!

Un piccolo e discreto dispositivo, il Beacon, che sfrutta l’affermata tecnologia Bluetooth gestendone il segnale in modo innovativo e solo a breve distanza, in modo da inviare contenuti aggiuntivi al tuo smartphone nel momento in cui ti trovi in prossimità di uno di questi “fari Bluetooth”.

Spider 4 Web ha installato i dispositivi in punti salienti del parco di Villa Fossa mala (la secolare magnolia, i vigneti della cantina, l’area degustazione, il ristorante…) e scaricando l’apposita app, scoprirete attraverso il vostro smartphone la storia, le curiosità e le notizie sui vini di questo luogo magico, semplicemente passeggiando nel parco.

Vi consigliamo quindi un bel giro in Friuli, anche per riscoprire una terra troppo spesso sottovalutata.

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Beacon e sport: il successo del Perugia Calcio

Sembra quasi incredibile, ma uno degli ambiti di utilizzo dei beacon è quello sportivo. Ovviamente, non intendo di lanciarsi un beacon e cercare di segnare un goal con esso, ma il loro utilizzo all’interno di impianti sportivi, a sostegno delle società e dei tifosi.

Il primo utilizzo dei beacon negli stadi avviene in California ad inizio 2014, all’interno del Dodger Stadium di Los Angeles e del Petco Park di San Diego, per la gioia dei tifosi dei L.A. Dodger e dei San Diego Padres, squadre entrambe della Major League Baseball. L’iniziativa ha avuto un tale successo, che oggi tutte le squadre di MLB hanno dotato i loro impianti di dispositivi beacon.

Per capire come funzionano i beacon all’interno di un impianto sportivo, tuttavia, non serve volare negli USA ad assistere ad un incontro di baseball; basta andare a Perugia, all’interno dello stadio Curi, per vederne ben 30 all’opera.

Il 29 Agosto 2014, in occasione di Perugia-Bologna, prima giornata del campionato di serie B, la società umbra ha inaugurato il nuovo sistema di notifiche iBeacon, diventando una delle primissime società sportive europee a dotarsi di questa nuova tecnologia. La vera novità, però, è la maniera di sfruttare questi beacon! A Perugia, infatti, sono riusciti a trovare due diverse strade di utilizzo molto intelligenti, e che potrebbero cambiare il rapporto dei tifosi con l’ambiente stadio. La prima riguarda proprio le persone che frequentano l’impianto che vengono privilegiati dalla società proprio grazie ai beacon: tramite le notifiche push, i tifosi del grifone ricevono news e informazioni in anteprima rispetto a tutti gli altri spettatori, vanificando così l’eterno isolamento di coloro che frequentano lo stadio (senza più, quindi, dover chiamare l’amico con la televisione per chiedere chi giocherà in attacco…): un’attenzione verso i tifosi da stadio non comune in Italia. Chi frequenta il Curi, inoltre, accede ad una serie di offerte dagli sponsor tramite i beacon che rendono l’esperienza del tifoso da stadio veramente esclusiva. Proprio questo ultimo aspetto, invece, che a prima vista potrebbe sembrare del classico marketing di prossimità, è invece l’aspetto, a nostro parere, più interessante: tramite i beacon sono riusciti a creare un nuovo spazio per gli sponsor, che quindi hanno a disposizione anche le notifiche push per farsi conoscere. Pensate a questa possibilità applicata agli sport dove il rapporto col territorio si rivela ancora più importante rispetto al calcio, come, ad esempio, pallavolo e basket, dove un piccolo investimento in chiave beacon potrebbe veramente aiutare la sopravvivenza delle società.

Abbiamo voluto parlarne direttamente con Marco Santoboni, responsabile marketing del Perugia Calcio, il quale ci ha raccontato la genesi di questo progetto.

Le esperienze beacon in ambito sportivo sono ancora poche e limitate principalmente negli Stati Uniti. Il Perugia Calcio, invece, non ha esitato ad applicare questa tecnologia, diventando uno dei primissimi esempi europei a coniugare beacon e sport. Dove trae origine la vostra idea?

Si tratta di un’idea nata da uno dei nostri partner, Fattoria Creativa, società di comunicazione e pubblicità che si occupa dello sviluppo del sito internet e di tutti i social network ufficiali dell’A.C. PERUGIA CALCIO. Confrontandoci in merito alla creazione della nuova APP ufficiale abbiamo deciso di inserire all’interno del nuovo portale una sezione dedicata alle offerte pubblicitarie delle aziende sponsor, con la possibilità di farle interagire attivamente con i nostri tifosi allo stadio il giorno della partita. Da qui nasce l’idea, in collaborazione con il Gruppo Med Store, di dotare tutti gli ingressi dello stadio di beacon (per un totale di 30 sensori) con il duplice obiettivo di creare un’opportunità di business e allo stesso tempo fornire servizi esclusivi e news ai nostri tifosi. Da quest’ultimo punto di vista un esempio su tutti: la formazione ufficiale nel giorno della gara viene inviata in esclusiva e in anticipo rispetto a tutti gli altri canali di informazione tramite i beacon con una notifica push a tutti i tifosi allo stadio.

Il Perugia Calcio si caratterizza per aver cercato, nel corso di questo ultimo biennio, di rafforzare il proprio legame col territorio, con iniziative che hanno portato la squadra a riconquistare un’identità con la città dopo anni difficili. In che maniera i beacon vi aiutano a perseguire questo importante obiettivo?

Sono tanti i fattori che hanno consentito di creare lo splendido legame che c’è oggi con il territorio. Certamente ha la sua importanza affidarsi a nuove tecnologie e metodologie comunicative. Il calcio è in continua evoluzione, le società devono essere al passo con i tempi e con le tante esigenze dei tifosi. Ogni opportunità di miglioramento dev’essere colta in un momento come questo in cui il calcio italiano sta faticando nella programmazione e nell’attuazione di nuove strategie commerciali e comunicative.

Per ricevere notifiche di prossimità è necessario che il bluetooth sia attivo, mentre la maggior parte delle persone non lo hanno acceso sul proprio smartphone. Quanto è stato difficile comunicare ciò ai vostri tifosi? E quanto è stato recepito il messaggio?

Non nascondo rappresenti l’elemento più difficoltoso e ancora oggi un deterrente importante per la definitiva consacrazione dello strumento. Forse diventerà una questione di abitudine arrivare allo stadio e accendere il bluetooth per non perdere informazioni, servizi e sconti. Siamo nella parte finale della stagione e lavorare sull’ottimizzazione di questa tecnologia rappresenta uno degli obiettivi prefissati per la prossima stagione. Aumentare le news, i servizi in esclusiva e le offerte commerciali potrebbe accelerare il processo per superare questa problematica.

Infine che giudizio date a questo vostro esperimento all’interno del Curi? E prevedete un potenziamento del servizio in futuro?

Ci piace pensare che tutto quello che abbiamo fatto sinora abbia bisogno di essere potenziato, sviluppato e migliorato. Oggi Perugia sta rappresentando una piazza in costante crescita e all’avanguardia per tanti aspetti. Per questo non chiudiamo le porte a nessuna iniziativa o proposta di miglioramento, anche se difficile o poco “in auge” tra le altre realtà del calcio italiano. Nell’immediato futuro vogliamo portare quest’esperienza dei beacons ad essere perfezionata. Sicuramente come primo anno siamo pienamente soddisfatti.

E quindi, tifosi del Grifone, già da questa sera ricordatevi di attivare il bluetooth sui vostri smartphone, per godervi qualcosa di totalmente nuovo!

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Segnale beacon o segnale iBeacon?

A volte, nel tentativo di trovare in rete soluzioni a problemi di sviluppo, si può incappare in quello che ancora costituisce un equivoco abbastanza comune: identificare ogni dispositivo Bluetooth Low Energy (BLE) che trasmette periodicamente un pacchetto dati (l’advertising packet) comunemente chiamato beacon, con un iBeacon.

Sebbene questo possa essere considerato vero nella stragrande maggioranza dei casi pratici, occorre tenere presente che ciò non è corretto e che coloro che lavorano per Gimbal (per esempio) potrebbero anche avere qualcosa da ridire. 😉

Ma cosa rende effettivamente un beacon un iBeacon? La struttura che Apple ha definito per organizzare le informazioni contenute nell’advertisement.

Vale a dire che iBeacon costituisce una particolare implementazione dell’advertisement (più precisamente del cosiddetto payload, il carico utile trasmesso, come si vedrà oltre) e che altri potrebbero decidere di strutturare diversamente a seconda delle particolari funzionalità offerte dalla loro soluzione.

In generale, l’advertisement viene realizzato trasmettendo un pacchetto di lunghezza fino a 47 byte, così strutturato:

 

Advertising Packet

Preamble

1 byte

Access Address

4 byte

Packet Data Unit (PDU)

2-39 byte

CRC

3 byte

 

in cui troviamo:

  • 1 byte di preambolo

  • 4 byte per l’Access Address con valore fisso 0x8E89BED6

  • da 2 a 39 byte per il pacchetto dati PDU

  • 3 byte per il controllo di integrità dei dati

A sua volta, il segmento PDU è strutturato come segue:

 

PDU

Header

2 byte

MAC Address

6 byte

Data

fino a 31 byte

 

in cui, oltre ai 2 byte d’intestazione, si colloca l’effettivo payload costituito da:

  • 6 byte per l’indirizzo MAC del dispositivo BLE

  • fino a 31 byte per i dati

Ora, è qui che la specifica iBeacon™ trova la sua applicazione, determinando l’organizzazione del segmento Data in questo modo:

 

Data

iBeacon™ Prefix

9 byte

UUID

16 byte

Major

2 byte

Minor

2 byte

TX Power

1 byte

 

vale dire:

  • 9 byte per il prefisso iBeacon™ con valore fisso 0x0201061AFF4C000215

  • 16 byte per l’identificativo univoco UUID

  • 2 byte per Major e Minor

  • 1 byte per il valore di calibrazione della forza del segnale a 1 m. di distanza, espressa in complemento a 2

Così strutturato, il segmento Data è in grado di fornirci quelle informazioni che abbiamo imparato a utilizzare per definire le regioni di interesse per le nostre applicazioni, oltre a consentirci di determinare, congiuntamente alla forza del segnale sentito dalla radio Bluetooth, la distanza a cui ci troviamo dal dispositivo BLE che ci ha inviato il suo advertisement.

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Il nuovo allestimento alle Gallerie dell’Accademia di Venezia

Questo fine settimana siamo stati a Venezia, per scoprire il nuovo allestimento delle Gallerie dell’Accademia inaugurato lo scorso 9 maggio. Questa installazione è stata effettuata da Samsung in collaborazione con Venetian Heritage, all’interno del progetto UNESCO “Comitati Internazionali Privati per la Salvaguardia di Venezia”, e riguarda soltanto le prime tre sale del museo (con opere spazianti dal barocco al romanticismo), in attesa della completa risistemazione dell’intero museo.

Premettiamo subito che la visita l’abbiamo trovata alquanto… interlocutoria. Abbiamo riscontrato alcuni difetti così marcati, che vogliamo esimerci dal dare qualsiasi giudizio sulla nostra esperienza.

Cominciamo subito dall’app: non è per tutti. A parte che è disponibile soltanto per Android, non è neanche scaricabile da tutti i dispositivi (e abbiamo già segnalata la cosa al museo); inoltre l’app differisce molto tra quella disponibile per smartphone e quella per tablet, privilegiando molto i possessori di tablet. Il problema, però, è che sul tablet con cui abbiamo provato l’app, essa tende a crashare sempre: forse riguarderà soltanto il nostro dispositivo, ma è stato alquanto fastidioso.

Noi di beaconitaly, però, riteniamo che la limitazione a un ristretto numero di utenti di questi servizi, sia particolarmente inadeguata: capiamo la volontà di sviluppare per il sistema operativo utilizzato nei propri hardware, ma così si rischia di privilegiare alcuni visitatori rispetto ad altri. Sarebbe stato tutto risolvibile se il museo avesse avuto a disposizione alcuni tablet per i visitatori che non ne possiedono uno, così da fornire i servizi a chiunque.

Basterebbero i problemi riscontrati con l’app, per farvi rendere l’idea della visita di ieri. Vorrei fare un appunto sui monitor touch installati dentro le sale. Le informazioni che mostrano, sono le stesse presenti nell’app; il problema è che sono un paio di schermi a sala, le schede sono tante, e se un visitatore è impegnato a leggere su un monitor, lo occupa totalmente rendendo impossibile la lettura a più persone insieme. Nella sala d’ingresso, invece, sono presenti un buon numero di monitor, ma si crea un altro tipo di problema: un visitatore va al museo per vedere le opere, se deve leggere innumerevoli schede di catalogo in una sala senza opere, non ha più senso visitare il museo! Riteniamo comunque l’idea buona, se, però, sfruttata in maniera diversa.

I contenuti, inoltre, sono un po’ troppo specialistici, a volte sconfinanti addirittura nella storia attributiva, e non aiutano a seguire il nuovo percorso museale (che è tematico, e non cronologico), che risulta così poco comprensibile.

In definitiva, se eravate pronti a partire per Venezia onde esplorare il nuovo allestimento e giocare coi beacon, il nostro consiglio è di aspettare. Il lavoro è soltanto provvisorio, e siamo sicuri che tutte le difficoltà da noi riscontrate saranno risolte. Abbiamo troppa fiducia nella Samsung per non essere ottimisti, e confidiamo che, al nostro ritorno in Laguna, rimarremo ben sorpresi dal loro lavoro.

Intanto, però, aspettiamo.

nella foto, il panorama dalle Gallerie dell’Accademia

La community Alive Devs Society e l’evento del 18 maggio

Abbiamo raggiunto Gerardo Fogliano e Andrei Liscan della community Alive Devs Society, per raccontarci l’evento beacon di Milano da loro organizzato, che si preannuncia essere interessante!   Raccontateci di voi, della vostra community, di come vi siete conosciuti. Gerardo: ho studiato ingegneria informatica al Politecnico di Milano, poi ho deciso di concentrarmi sulla programmazione per iPhone. Da ciò è nata l’idea di fondare una community a Milano per appassionati di tecnologia Apple e sviluppo iOs. Ho creato la community su www.meetup.com, un sito per la gestione delle community e che fornisce gli strumenti per realizzare gli eventi. Al nome che ho scelto è legata una curiosità: il nome è infatti ispirato al titolo originale originale del film L’attimo Fuggente: Deads Poets Society, e ci piacerebbe ricreare l’atmosfera del film, con gli studenti che si ritrovano per parlare di tematiche specifiche, nel film la poesia, nel nostro caso, in modo molto più nerd, di sviluppo e codici, o comunque di argomenti sulla tecnologia mobile di Apple. Durante uno dei primi eventi che ho organizzato, ho incontrato Andrei, ed è diventato anche lui uno dei Core Organizer della community. Andrei: Sono sempre stato appassionato di tecnologia e da quattro anni mi sono focalizzato particolarmente sul mondo iOS, sviluppando applicazioni prima come freelance e adesso con una piccola realtà mia. Lunedì 18 maggio farete un evento in cui parlerete di beacon. Raccontateci il programma e gli argomenti di questo incontro. Gerardo: L’intervento sarà ovviamente focalizzato sui beacon, e avremo come ospite Luca Panzanella, che ci illustrerà come funzionano e come si utilizzano. Luca Panzanella è uno dei fondatori dell’App&Mapp, e si occupano di organizzare compagne di proximity marketing e di aiutare le varie realtà ad introdursi a questo mondo. Andrei: Ci sarà probabilmente anche l’intervento, via call, del CEO e fondatore di BlueUp, Alessio Cucini. La BlueUp si occupa della produzione dei beacon, quindi all’incontro parleremo sia degli aspetti software tecnici che di quelli hardware. Ci date qualche informazione utile per chiunque decida di venirvi a trovare. Gerardo: vorrei cominciare dando il riferimento della pagina ufficiale dell’Alive Devs Society, che si trova all’interno dello spazio di meetup, a cui ci si può iscrivere gratuitamente per rimanere sempre aggiornati sui prossimi eventi ed incontri. La maggior parte degli eventi si tengono in Copernico, un nuovo Business Innovatin Center a Milano, proprio in zona stazione centrale, quindi raggiungibili facilmente anche per chi viene da fuori. L’indirizzo è via Copernico 38. L’evento di Lunedì, (gratuito, nda) si svolge al piano -1, presso il co-working space di StartMiUp, e sarà alle 19. Ricordiamo brevemente a tutti gli amici di beaconitaly i vostri contatti. Andrei: c’è il sito internet www.meetup.com/alive-devs-society Gerardo: Per chiunque voglia comunicare con noi personalmente siamo sia su Linkedin e sui social Network, anche per una consulenza personale. Cosa altro aggiungere, se non invitarvi ad affollare le sale del Copernico per avere un’esperienza concreta dei beacon!   Qui troverete l’intervista integrale Audio!!!

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18 Maggio: chiacchierata beacon a Milano

Cari lettori di beaconitaly, vogliamo segnalarvi che a Milano, il 18 Maggio, presso il coworking space Copernico, gestito dalla StartiMiUp, in via Copernico 38 , ci sarà un interessante incontro sui beacon, con l’obiettivo di discutere i possibili casi di utilizzo dei nostri dispositivi.

L’incontro è gestito dagli amici dell’Alive Devs Society, una community milanese di sviluppatori e appassionati iOS. L’incontro è gratuito, a patto che portiate qualcosa da bere e mangiare (di quello, non si può mai fare senza!). Qui il link per iscriversi all’evento, passaggio necessario, poiché i posti sono limitati.

Riepiloghiamo:

Beacon: tutto quello che devi sapere prima di creare il tuo primo progetto

Milano, Lunedì 18 Maggio 2015, h. 19.00

via Copernico 38, presso il coworking space di StartiMiUp

 

iBeacon e Uribeacon

Sulle pagine di beaconitaly abbiamo avuto modo di parlare degli Uribeacon, senza però, spiegare cosa fosse questo nuovo dispositivo. Oggi abbiamo intenzione di rimediare! Uribeacon è un progetto open source lanciato da Google, ancora in fase di sviluppo. In rete si trovano notizie ancora scarne sull’Uribeacon, poiché la stessa Google ha mantenuto un profilo basso sul progetto, rivelandone pochi dettagli. Cosa è un Uribeacon L’Uribeacon è sostanzialmente un beacon, con tutte le caratteristiche tecniche che abbiamo sempre descritto; tuttavia, a differenza del normale iBeacon, esso invia ai dispositivi riceventi un URL. In parole povere, se un segnale iBeacon indica all’applicazione installata su un device quando e dove far scattare una notifica, un segnale Uribeacon, invece, rinvia direttamente su un sito web. Questa differenza un utilizzo diverso dei due dispositivi: un iBeacon è perfetto per guidare le persone all’interno di percorsi o strutture, invece un Uribeacon può essere ideale per invitare al download (magari della stessa app per fare i percorsi), oppure per notificare eventi futuri, senza bisogno di costruire un’app apposita. Gli ultimi due sono soltanto esempi per l’utilizzo di un Uribeacon, ma le potenzialità sono enormi e qualsiasi nuova idea è sempre ben accetta! La vera differenza tra iBeacon e Uribeacon è in quello che si cela dietro a queste diverse tipologie di beacon. Come già anticipato, l’Uribeacon è un progetto open source, per cui chiunque voglia cimentarsi nello suo sviluppo, può farlo (per chi volesse più informazioni su questo aspetto, rimando il link alla piattaforma Github; mentre iBeacon è un protocollo proprietario Apple. Questa differenza può anche spiegare le difficoltà di reperire informazioni sul web sugli Uribeacon, poiché si parla di un progetto in costante evoluzione, con tante possibili diramazioni e senza un sicuro successo commerciale, al contrario degli iBeacon protetti da Apple. Le nostre conclusioni Gli Uribeacon sono un progetto molto interessante, con tante potenzialità, da seguire attentamente nel futuro. Siamo convinti che iBeacon e Uribeacon non siano affatto competizione tra l’altro, ma anzi, che le piene potenzialità di entrambi i dispositivi possono essere raggiunte con il loro utilizzo insieme, ed anche gli sviluppatore hardware sembrano d’accordo con noi (e gli sviluppi sembrano evolversi in questo senso, come dichiarato a noi da Valter Foresto della iBlio nella recente intervista). Soltanto con l’integrazioni tra questi due sistemi, infatti, crediamo che possano essere eliminati alcuni limiti dei beacon, permettendo una completa diffusione nel nostro mondo reale sempre più connesso!

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