Archivio per : luglio, 2015

Intervista a Giacomo Bosio della BeeApp

BeeApp è una società molto giovane, ma che già può vantare un passato molto importante. Raccontaci rapidamente la storia che ha avuto BeeApp in questo breve lasso di tempo.

BeeApp nasce ad Ottobre 2013, grazie a tre persone che hanno sempre sviluppato da quando esistono gli store nell’ambito mobile. Abbiamo iniziato facendo consulenza, con la quale poi abbiamo iniziato a finanziare i nostri primi prodotti; fin dagli inizi abbiamo lavorato anche con grosse multinazionali e gruppi importanti, poi abbiamo iniziato a sviluppare nostre soluzioni. Abbiamo avviato un progetto di tirocinio, abbiamo creato la nostra prima soluzione sull’app store e poi siamo arrivati a quello che è il nostro prodotto di punta, WeNote. Questa è la nostra evoluzione in questo ultimo anno e mezzo.

Parliamo appunto di WeNote, il vostro prodotto più importante. Quando e come è nata l’idea di questa particolare tipo di app?

WeNote è un’applicazione che ti consente di avere i reminder solo quando ti servono: di solito se io ti mandassi un messaggio e ti dicessi “stasera quando arrivi a casa innaffia le piante”, te vedresti il messaggio adesso e poi stasera, una volta tornato a casa, te ne saresti dimenticato. Con WeNote, il messaggio lo vedi solo la sera quando entri in casa.

WeNote è nato da un’esigenza: tutti noi in azienda ci dimenticavamo le cose da fare o magari ce ne ricordavamo quando eravamo fuori in ufficio. Qualche mese fa ci è venuta l’idea di sostituire la bacheca coi foglietti attaccati o il post-it sul frigo con un qualcosa di digitale; al che abbiamo preso la tecnologia iBeacon e abbiamo portato la bacheca sugli smartphone di tutti, quindi non solo di chi lavora in ufficio, ma anche di chi condivide la casa con un altro. L’idea, quindi, è nata così, da una nostra esigenza; la abbiamo sviluppata, ampliata, adesso abbiamo una road-map per i passaggi futuri e ciò sta diventando interessante, quasi un social per piccole comunità che però si conoscono davvero e condividono uno spazio fisico.

Voglio ricordare, infatti, che è un’applicazione molto originale per il mercato beacon.

Vero. Fino ad oggi i beacon sono stati utilizzati prevalentemente per scopi commerciali, nei centri commerciali, oppure nei musei; WeNote però porta quella tecnologia in casa, in ufficio, nelle piccole comunità: proprio per questo è innovativa, ed ad oggi soluzioni così articolate col concetto di bacheca “globale” non ce ne sono sul mercato.

Parliamo di quello che è stato il vostro momento più importante, ovvero lo SMAU di Milano 2014, quando siete stati riconosciuti come miglior app mobile per la vostra categoria. Quali sono state le emozioni di quel giorno e quanto vi ha aiutato aver ottenuto questo riconoscimento nello sviluppo di WeNote?

È stato un giorno meraviglioso, ed inaspettato. Mi ricordo ancora la scena: eravamo presenti io e la nostra responsabile Marketing&Comunicazione (Francesca De Marco, ndr), e come concorrenti avevamo grosse aziende come Microsoft o le Poste. In finale eravamo rimasti in tre, nel momento in cui hanno annunciato la vittoria di WeNote c’era Francesca in platea aveva una faccia più allibita della mia che stavo sul palco. L’emozione è stata forte, sul momento non ci credevo, ho impiegato qualche secondo per assimilare la notizia, poi ho espresso la contentezza solo nei minuti successivi.

La vittoria è stata importante perché, considerato i concorrenti che c’erano, e che la Best App Awards era un evento molto importante allo SMAU di Milano, con una platea molto interessante, ed essere premiati lì, quando ancora non c’era neanche una versione beta, è stato un primo riconoscimento importante che ci ha fatto capire che l’idea era giusta, e che andava sviluppata e finanziata in qualche modo, e da lì è partito tutto quello che oggi è la campagna di crowdfunding, gli investimenti societari e la road-map verso il futuro.

Vostro partner è BlueUp. Cosa vi ha spinto a scegliere loro piuttosto che player internazionali già affermati sul mercato?

Abbiamo incontrato BlueUp a SMAU Milano. BlueUp, come noi, nasce sul territorio e produce “in casa”. I player internazionali li abbiamo considerati, però BlueUp ci garantiva una qualità e un modo di lavorare che non è quello che hanno società più grandi; inoltre, essendo loro vicino a noi, (BeeApp è in provincia di Pisa, BlueUp in provincia di Siena, ndr) abbiamo provato a sviluppare un discorso di partnership tecnologica, in modo da valutare le future evoluzioni dell’hardware. Abbiamo puntato a creare il primo prodotto tecnologico a km 0. Noi ci occupiamo di software, BlueUp si occupa di hardware ed entrambe puntiamo sulla qualità, unire le nostre capacità ci garantisce di proporre sul mercato un prodotto ad un prezzo accettabile ma con una qualità alta. Per fare un esempio, BlueUp fa delle saldature in oro all’interno dei beacon; offrono una garanzia che altri produttori, che costruiscono in serie, non ci fornivano. Inoltre, lavorando sul territorio, abbiamo avuto una serie di vantaggi economici ecc. L’importante era rimanere in Italia.

Parliamo della campagna di crowdfunding per il lancio sul mercato di WeNote. Come mai avete scelto questa particolare forma di finanziamento, e perché proprio Indiegogo?

Abbiamo riflettuto a lungo, alla fine abbiamo scelto di andare su una piattaforma di crowdfunding e di partire subito dall’internazionale, perché la nostra è un’applicazione che si rivolge all’utilizzatore finale, che vuole entrare nelle case e negli uffici delle persone, e abbiamo deciso di farci finanziare proprio dagli utilizzatori finali del prodotto spesso. Abbiamo deciso di andare nel crowdfunding anche per vedere le risposte, i feed-back, i consigli sugli sviluppi, cercando di coinvolgere tutti. Chiediamo una cifra bassa, 20.000€, che però per noi sono molto importanti per velocizzare lo sviluppo ed essere sul mercato subito dopo l’estate, perché il prodotto è innovativo oggi, mentre tra due anni potrebbe non esserlo.

Abbiamo scelto Indiegogo perché è una piattaforma internazionale, e Kickstarter ha aperto in Italia solo da poco quando ormai noi stavamo per andare su; inoltre Indiegogo ha una funzionalità importante che è la possibilità, se raggiungi l’obiettivo, di lasciare la campagna visibile, e quindi fare in modo che le persone interessate possano continuare ad effettuare i preordini attraverso Indiegogo. Sulla campagna, infatti, è possibili pre-ordinare il prodotto ad un prezzo di lancio. (qui il link alla campagna)

L’ultima domanda. Quali sono le vostre speranze per il futuro sia di BeeApp che di WeNote?

BeeApp spera di poter crescere. Siamo cresciuti molto nell’ultimo anno e speriamo di fare ancora meglio. Con WeNote speriamo di raggiungere il mercato mondiale, e ci auguriamo che WeNote possa essere una bacheca globale, quindi che ognuno, ovunque vada, abbia la possibilità di lasciare notifiche, promemoria, quindi abbia la vita organizzata.

Ovviamente ci auguriamo di poter lavorare sempre di più su prodotti nostri che possano aiutare l’utenza finale a migliorare la propria vita.

Cliccate qui per ascoltare l’intervista audio integrale

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AmaMusei: un nuovo progetto beacon per la cultura

AmaMusei è un’applicazione progettata dai nostri amici di Janus, volta alla gestione degli aspetti informatici di qualsiasi museo. L’aspetto più interessante è che, fin dal suo concepimento, è stato pensata per essere integrata con la tecnologia beacon!

Ma cosa è AmaMusei? È un programma che permette di gestire tutte le informazioni relative alla vita di un museo, sia dal punto di vista delle opere esposte (tramite la creazione di schede di catalogo, di biografie di artisti o scienziati, oppure con percorsi tematici), sia di quelli logistici-organizzativi, come la gestione degli orari d’ingresso, le aperture straordinarie, i percorsi didattici e anche tutto ciò che riguarda i biglietti e il merchandising. Il vantaggio di questo programma è che, tramite il suo CSM (Content Management System) permette di creare e gestire sia il sito web del museo che la propria app!

Ci vogliamo concentrare proprio sull’app, ovvero la parte che più interessa noi di Beaconitaly. L’app mobile generata da AmaMusei, permette di ascoltare le audioguide, leggere le schede delle opere ed accedere agli approfondimenti, insomma permette tutte le attività che uno si aspetta di fare all’interno del museo; la cosa bella è, come abbiamo già anticipato, la possibilità di far “scattare” queste schede anche coi beacon, il tutto gestendolo dal CMS sopra citato. Per chiunque volesse provare l’app, essa è disponibile sia nell’Apple Store che in Google Play, l’interfaccia è una demo di quella che sarà l’app definitiva, compiuta in collaborazione con la Pinacoteca di Faenza.

Questo è, in poche parole, AmaMusei progettato dai nostri amici di Janus, che hanno già ideato future espansioni verso gli spazi cittadini e quelli naturalistici. Noi di Beaconitaly ne seguiremo ogni evoluzione e saremo sempre presenti alle future presentazioni!

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Tutte le novità beacon allo Smau di Firenze

Siamo stati, il 14 e il 15 luglio, a Firenze, per assistere all’edizione toscana dello SMAU, per poter conoscere le ultime novità in fatto di beacon!

Chi ha attirato le nostre attenzioni è stata fin da subito la BlueUp. La società di Colle Val d’Elsa non poteva mancare alla manifestazione fiorentina, e noi siamo a trovarli al loro stand. Sono molte le novità presentate, a cominciare dalla nuova versione del loro beacon MAXI, dove è stato migliorato il case con una pratica chiusura a scatto. Altra novità è il modello FORTE, un beacon pensato per un uso esclusivamente esterno, con un case rinforzato e dei particolari accorgimenti di protezioni del circuito elettrico, che avremo modo di recensire nelle prossime settimane.

Altra novità molto importante per BlueUp è il beacon Mini personalizzato per la Seven: proprio in questi giorni è stata resa nota la collaborazione tra la nota marca piemontese e l’azienda valdelsana per la produzione di zaini intelligenti integrati con la tecnologia beacon, una novità che, siamo certi, spopolerà tra i ragazzi delle scuole. Infine sono stati presentati anche il loro nuovo UriBeacon e il beacon personalizzato per WeNote.

E proprio WeNote rappresenta l’altra novità beacon presente a SMAU Firenze. La BeeApp, software house ideatrice di WeNote, era presente alla manifestazione fiorentina, e ci hanno dato aggiornamenti riguardo alla loro compagna di crowfunding per la loro interessante app. Le cose stanno evolvendo bene, e l’invito è sempre quello di partecipare su Indiegogo (clicca qui per accedervi).

Ovviamente a Firenze c’erano presenti anche tanti altri progetti interessanti che non prevedono l’utilizzo dei beacon: abbiamo deciso di raccontarvi brevemente quelli che ci hanno colpito maggiormente in questi due giorni fiorentini.

Il primo riguarda il MikroTech della pratese Energysolving, un sistema per gestire i flussi di riscaldamento all’interno delle abitazioni: in pratica è un sistema che permette di decidere quali siano i termosifoni da attivare, evitando così che stanze non utilizzate siano riscaldate, con un evidente risparmio di consumi. Un progetto green sicuramente molto interessante.

Altro progetto che ci è piaciuto molto è il Virtual Dressroom di Xoonia, uno specchio con cui potersi provare gli abiti. Grazie ad una telecamera e un software, sullo specchio è elaborata un immagine di voi stessi con indosso gli abiti che vorreste provare, proprio come se fosse un camerino virtuale. Le possibilità di applicazioni di questa tecnologia sono veramente molte.

Altro progetto è quello di GoGoBus, una piattaforma per condividere il noleggio di un pullman per raggiungere qualsiasi destinazione. Basta digitare il luogo desiderato che subito GoGoBus cerca altri viaggiatori, in maniera da abbattere i costi di noleggio.

Infine, segnaliamo due app molto interessanti per chiunque adori viaggiare: Zonzofox e Yamgu.

Zonzofox è un’app che permette la creazione di itinerari, in base alle necessità del viaggiatore: tempo a disposizione, luogo di partenza e altro ancora. Il suo vantaggio è quello di adattarsi in base alle esigenze, ricalcolando sempre itinerari nuovi, includendo sia monumenti famosi come i meno noti, andando incontro ai gusti di tutti i tipi di viaggiatori.

Yamgu, invece, sfrutta tantissimo l’interazione coi social network, e le condivisioni delle foto e le informazioni turistiche degli utenti della rete in tempo reale. Ha il vantaggio di annunciare in tempo reale quello che sta accadendo in città, e di prestare un occhio di riguardo agli eventi cittadini, adatta a tutti viaggiatori che non sono interessati soltanto ai monumenti.

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Il Beacon ONE della OnyxBeacon

Tramite il nostro sito, avete già conosciuto la produttrice rumena di beacon OnyxBeacon. Oggi trattiamo un altro loro prodotto, il Beacon One, primo modello prodotto dall’azienda di Cluj.

Il Beacon One è un piccolo dischetto (5 cm di diametro e 1 cm di profondità), da utilizzare soprattutto in contesti difficili, dove lo spazio è poco oppure dove è necessaria una certa discrezione visiva.

Ci siamo soffermati molto ad analizzare la componente hardware del beacon, come nostra abitudine. Il Beacon One è attrezzato con una singola batteria a bottone, per una durata dichiarata di circa un anno, una durata nella media di questo particolare tipologia di beacon; purtroppo ha il limite di non possedere dei sensori collegati alla batteria, per cui non è possibile rilevare da remoto il suo stato di salute! Un altro limite è il tempo di connessione (ovvero il tempo impiegato per connettersi al beacon in ambito di sviluppo), che risulta essere molto lento (oltre i 1600 ms!!!).

Molto migliore risulta, invece, essere il case. Il design è molto gradevole e curato, i bordi zigrinati e la figura a disco gli conferiscono una figura elegante, forse uno dei più beacon disponibili sul mercato; inoltre, molto buone sono le impressioni che ci ha dato in ambito di resistenza: la struttura è solida e robusta nonostante le dimensioni, la chiusura risulta essere molto efficace, ed è anche molto resistente all’acqua! L’unico limite è rappresentato dall’attacco, affidato ad uno spesso adesivo 3M: il nostro dubbio è che, nel lungo periodo, l’adesivo possa deteriorarsi provocando così la caduta del beacon.

La configurabilità e programmabilità sono, come nel caso dell’Enterprise, eccellenti. Anche qui il beacon si configura facilmente grazie all’app gratuita messa a disposizione dalla stessa Onyx, previa registrazione al suo CMS online. Per quanto riguarda la programmabilità, la Onyx mette a disposizioni gli SDK per iOS e Android, semplificando molto la vita dello sviluppatore; inoltre, questione non secondario, il beacon One si riconosce come iBeacon!

Hardware: 6/10

Case e resistenza: 8/10

Configurabilità: 8,5/10

Rapporto Qualità/Prezzo: 9/10

Voto Finale: 7,5/10

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WeNote: app e beacon per ricordarsi sempre tutto!

Quante volte capita di dimenticarsi di fare qualcosa, nonostante le migliaia di post-it affissi sulle pareti? Bene, finalmente esiste qualcuno che ha creato una soluzione a questo annoso problema!

Lunedì siamo stati invitati al Polo di Tecnologico di Navacchio (nei pressi di Cascina, vicino a Pisa), per la presentazione di WeNote, un’app creata proprio per aiutare a ricordarsi di tutto! e lo fa grazie ai beacon!

WeNote è stata sviluppata dalla giovane società pisana della BeeApp, in collaborazione con BlueUp, ed ha già ricevuto importanti riconoscimenti per l’originalità della propria idea (votata migliore Mob App allo SMAU di Milano 2014, davanti a molti colossi del settore).

Il funzionamento dell’app è semplice: tramite essa si appunta cosa deve essere ricordato e, soprattutto, da chi (proprio come in un post-it); poi quando chi deve ricordare passa vicino al beacon, una notifica giunta sullo smartphone gli “ricorda” quello che deve fare. Un’idea semplice, ma a cui ancora nessuno aveva pensato prima dei ragazzi di BeeApp.

Rispetto alle tante sveglie o reminder che si possano trovare in giro, WeNote ha il suo punto di forza proprio nella totale integrazione con la tecnologia beacon, poiché non solo richiama, ma lo fa anche in maniera molto precisa e localizzata, e soltanto quando il remind può essere veramente utile. Prendiamo l’esempio di un beacon WeNote piazzato vicino alla porta di casa: può ricordare a chi sta uscendo di controllare di aver spento le luci, ma anche di prendere qualcosa, di fare una telefonata prima di uscire, o tantissimo altro ancora.

I primi fruitori di WeNote sono stati proprio quell della BeeApp: come ha raccontato Francesca De Marco, responsabile della comunicazione, grazie a WeNote sono riusciti ad organizzarsi molto bene, poiché ogni singolo compito è sempre stato ricordato, dai più importanti ai minori, riuscendo così a non tralasciare non aspetto della loro vita lavorativa.

WeNote ci è piaciuto, e nella sua semplicità lo troviamo un prodotto molto utile, quasi indispensabile considerata la sua funzione, da attendere con impazienza il suo arrivo sul mercato (soprattutto da persone sempre distratte come chi scrive!). WeNote, infatti, per quanto sia già pronto, ancora non è distribuito sul mercato: proprio per questo motivo, lunedì a Navacchio, è stata lanciata la campagna di crowdfunding su Indiegogo, per sostenere le spese di lancio di WeNote. Il nostro invito è di contribuire al suo lancio, perché, ripetiamo, il prodotto è molto valido e può veramente portare benefici a tutti!

Il video di presentazione di WeNote

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G-Tag, un piccolo beacon per non perdere nulla

Il G-Tag della Gigaset è un piccolo e ben costruito beacon creato per un obiettivo ben preciso: ritrovare gli oggetti che si sono persi!

Come è possibile? Beh, per capirlo cominciamo subito a descriverlo. Il G-Tag è un piccolo beacon quadrato molto sottile (meno di 1 cm!!!), con una particolarità: è chiuso soltanto da tre viti poiché il quarto angolo è forato. Questo è stato pensato per permettere di agganciare il beacon con un cordino, un gancetto o un portachiavi, così da poter essere legato a qualsiasi oggetto uno desideri, con lo scopo di rintracciarlo in caso di perdita o dimenticanza.

Sfruttando le caratteristiche di localizzazione, la Gigaset ha creato un’app che permette di rintracciare il beacon, guidando l’utente fino al suo ritrovamento; un’idea di per sé non originale, ma che può contare su un’app così ben costruita da renderla molto intrigante. L’app, infatti, oltre ad essere facilissima da utilizzare, ha anche alcune intelligenti aggiunte che la rendono utile anche senza la connessione bluetooth.

Cominciamo a parlare della configurazione iniziale del G-Tag: basta appoggiare il beacon sullo schermo per compiere l’operazione e rinominare il proprio dispositivo, senza visualizzare nessun intricato UUID che possono confondere i non esperti. In questa maniera si possono configurare (e rinominare) moltissimi G-Tag senza difficoltà. Una volta eseguito, è sufficiente scegliere uno dei propri G-Tag per localizzarlo, una schermata indicherà se il beacon è distante o vicino, o se ci stiamo allontanando o avvicinando. Si può attivare anche una funzione divertente: un bip sonoro il cui ritmo aumenta o diminuisce a seconda della distanza dal G-Tag, un meccanismo che ricorda molto il gioco Acqua, Fuoco, Fuochino (o Fuocherello, a seconda delle regioni)!

Le funzionalità molto interessanti che citavo prima, sono due: la possibilità di raggruppare i beacon e, soprattutto, la possibilità di utilizzarlo senza bluetooth attivo. Questo è possibile perché l’app registra la posizione esatta dell’ultima volta che ha captato il segnale del beacon, rivelandola nel caso si consulti l’app col bluetooth disattivato. Pensate al caso in cui uno utilizzi il G-Tag dentro un automobile: rileva il beacon e lo lascia in macchina; al ritorno, attiva l’app ed essa mostrerà la mappa con la via esatta dove è stata lasciata l’auto.

Tornando a parlare del G-Tag stesso, non si può non nominare la particolare copertura della circuteria con una guaina di silicone, per evitare le infiltrazioni di acqua. Altre caratteristiche di questo beacon è il fatto di non essere un iBeacon, di avere una batteria al litio ed infine di non essere utilizzabile per la programmazione. In pratica il G-Tag può essere utilizzato soltanto per lo scopo per cui è nato, e questo è un peccato perché sia per la forma che per le sue caratteristiche tecniche, avrebbe potuto interessare molti sviluppatori.

In conclusione, definiamo il G-Tag molto buono nel suo insieme, con una delicata attenzione ai dettagli (come il QR sul retro del beacon, che rimanda al download dell’app, un preziosismo che denota attenzione), che rendono onore al buon nome della multinazionale tedesca.

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