Archivio per : maggio, 2016

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Beacon o GPS?

Parlando con alcune persone interessate al mondo dei beacon, è nata una discussione riguardo all’uso del GPS o dei beacon per localizzarsi in una specifica area. L’argomento è stato così interessante, da volerlo riportare anche qui, su Beaconitaly.

Per prima cosa vediamo, a grandi linee, le differenze tra i due sistemi. Il GPS è sicuramente lo strumento più famoso in assoluto per la geolocalizzazione: nato in ambito militare negli anni Settanta, ha visto il proprio sviluppo in ambito civile agli inizi degli anni Novanta, per poi diffondersi capillarmente nell’ultimo decennio, grazie anche alla presenza su smartphone e tablet. Un apparecchio GPS sfrutta il segnale inviato da alcuni dei satelliti GPS attualmente in orbita (in totale sono una trentina), calcolando, grazie ad un algoritmo apposito, le coordinate in tempo reale, con un errore approssimativo di una decina di metri.
Una curiosità: i satelliti GPS sono ancora gestiti dalla Difesa degli Stati Uniti, che ne permette l’uso civile.
I beacon, invece, hanno un funzionamento molto più semplice. Come già più volte spiegato, l’unica funzione di un beacon è inviare un segnale col proprio codice d’identificazione; in questa maniera, sapendo che il beacon 1 si trova in posizione X, è possibile localizzarsi all’interno di un’area. Collocando diversi beacon in uno spazio, si può avere anche una localizzazione in movimento (usando, ovviamente, un’app che abbia un algoritmo capace di rielaborare le informazioni provenienti dai beacon).

I due sistemi, quindi, possono svolgere, in maniera diversa, la stessa funzione, ed è utile ragionare su quale sia il più corretto da utilizzare quando si sviluppa un progetto che preveda la localizzazione. Le domande da cui partire sono: cosa devo localizzare e dove devo farlo. Sulla prima domanda, la soluzione si rivela molto semplice: se devo localizzare paesi, palazzi, chiese o comunque elementi ben visibili in un ambiente, i quali difficilmente possono essere confusi, il GPS si rileva lo strumento migliore; viceversa, se mi serve localizzare un punto specifico nello spazio con la minima possibilità di errore, allora i beacon trovano la loro utilità (sempre che, il ricevente, si muova a bassa velocità).
Il discorso di complica sul dove. Premesso che, in ambienti interni, l’uso dei beacon diventa indispensabile, in esterno sono molte e diverse le valutazioni da compiere. L’importante è tenere sempre presente che il GPS funziona tramite coordinate, per cui la localizzazione è sempre possibile; il beacon, invece, lavora soltanto quando il suo segnale è raccolto dal dispositivo, per cui, fuori dalla sua area d’azione, non è di alcuna utilità. Per fare due esempi: in uno spazio molto ampio, come ad esempio una vasta area oppure una piazza, sarà molto più semplice guidare tramite un sistema GPS; viceversa, in ambienti ristretti, come vicoli, gallerie o tunnel, una serie di beacon può lavorare con un’efficacia maggiore.

In conclusione, per geolocalizzare, il GPS è il sistema migliore nella maggioranza dei casi, sia perché è nato per fare ciò, sia perché prevede costi molto minori; i beacon invece possono avere molta utilità per superare i limiti naturali del GPS.

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