Archivio per : giugno, 2016

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Beacon & Privacy

Un argomento poco trattato , eppure di estremo interesse, è la questione del rispetto della privacy quando si utilizzano i beacon.
Dando per scontata la conoscenza del funzionamento dei beacon (per chi non lo sapesse ancora, rimando a questa pagina), si può subito intuire che il nostro amato dispositivo sia molto rispettoso della privacy altrui!
Essendo una semplice antenna, il cui unico scopo è trasmettere un piccolo codice, non può registrare alcun dato sensibile riguardo l’utilizzatore, proprio perché un beacon non è capace di ricevere niente da parte di qualsiasi dispositivo. Alcuni beacon più evoluti riescono a registrare dati, ma si trattano soltanto di meri dati statistici sull’attività del beacon stesso, per cui senza alcun rischio di intercettare dati sensibili. Ponendo come ipotesi la possibilità che qualcuno modifichi un beacon affinché sia capace di ricevere informazioni (in pratica un prodotto custom creato per questo scopo), sarebbe comunque quasi impossibile ottenere dati sensibili, poiché avrebbe bisogno di dispositivi capaci di inviare grosse moli di dati sulle frequenze necessarie al beacon modificato: in pratica un grossissimo lavoro per avere risultati molto modesti.
Il beacon, quindi, è uno strumento sicuro e rispettoso della privacy altrui!

Discorso diverso, invece, deve essere fatta per l’app. Infatti, a seconda di come è stata programmata, l’applicazione può immagazzinare una gran quantità di dati, che poi possono essere trasmessi a chi ne è interessato. Sfruttando i beacon, infatti, l’applicazione può elaborare una lunga serie di dati (ad esempio, posizione, tempi di percorrenza, ecc.), ed eventualmente conoscere altri dati sensibili tramite il form di iscrizione utente per determinati servizi, vantaggi, ecc. Di solito, nelle app commerciali, il problema non si pone, in quanto ogni utilizzatore viene avvisato sull’utilizzo dei dati; mentre implicazioni molto più complesse possono esserci in tutti i progetti che riguardano l’ambito lavorativo, dove gli equilibri sono più difficili. Infatti monitorare l’attività di un lavoratore con app e beacon, potrebbe scontrarsi con aspetti quali la libertà di movimento del lavoratore stesso o la sua serenità nell’ambiente di lavoro per via del controllo costante che verrebbe esercitato; inoltre si deve aggiungere che, nella maggior parte dei casi, il dispositivo su cui il binomio app-beacon opererebbe sarebbe quello privato del lavoratore, con tutte le problematiche che potrebbe causare ciò.

In conclusione, se il beacon si dimostra uno strumento molto rispettoso della privacy, lo stesso non si può dire di alcune attività che potrebbero “scattare” sull’app, specie per quel che riguarda l’ambito lavorativo; per cui, prestare sempre molta attenzione alla parte della programmazione!

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