I Beacon e il Complesso Museale di San Francesco a Montefalco

Il museo di Montefalco, venerdì 13 marzo, ha inaugurato il proprio percorso coi beacon all’interno dell’interessante Complesso Museale di san Francesco. Questo è il primo esperimento di un progetto di più ampio respiro, che prevederà anche l’installazione di beacon all’interno dei musei dei dodici paesi del circuito Terre&Musei dell’Umbria, Noi di beaconitaly siamo andati nella splendida cittadina umbra per raccontarne il percorso e testare questa sperimentazione guidata dalla regione Umbria. Il museo di Montefalco si divide in tre sezioni: la pinacoteca, dove sono conservati dipinti e affreschi dal XIII al XVII secolo, oltre che suppellettili sacre, divise settecentesche e una parte dedicata alle mostre di arte contemporanea; l’ex-chiesa di san Francesco, che ospita al suo interno numerosi affreschi dal periodo del gotico giottesco fino al secondo rinascimento con l’”internazionale” Perugino; infine la cantina dei frati, col museo lapideo e la curiosa sezione dedicata all’industria del vino Sagrantino nel corso dei secoli. I beacon, degli Estimote di colore azzurro, si trovano in ognuna delle sezioni e raccontano le opere più famose del museo fornendo dei contenuti speciali (che non sveleremo per non rovinare la sorpresa!) non disponibili nelle guide turistiche. Attivato il bluetooth e avviata l’app (che consigliamo di scaricare prima di accedere al museo poiché non tutte le sezioni sono coperte dal wifi), ci adentriamo nel percorso, e mentre il nostro sguardo è attratto dalle pianete e dai piviali conservate nella prima sala, subito il nostro ipad intercetta il beacon di Antoniazzo Romano (opera che in questi giorni è in partenza per l’Expo). La prima cosa che notiamo è che la potenza del beacon è molto alta, ben oltre i quattro metri, mentre la frequenza di trasmissione sembra essere più bassa del normale. Osservata l’opera del più importante rappresentante del rinascimento laziale, e scoperti i contenuti speciali sui santi antoniazziani, ci addentriamo in una nuova sala e qui il nostro ipad intercetta il beacon dedicato alla Madonna del Soccorso di Francesco Melanzio, elegante autore nativo di Montefalco intriso delle atmosfere cortesi tipiche del Perugino e del Pinturicchio. Questo è probabilmente il contenuto speciale più interessante offerto dal museo, o almeno è quello che abbiamo apprezzato maggiormente! Purtroppo intorno all’opera di Melanzio si lega l’unico neo della visita al complesso: il beacon di Antoniazzo Romano si sovrappone al segnale (più debole) proveniente dal Melanzio, rendendo instabile la visualizzazione fino a pochi metri dalla Madonna del Soccorso. Un piccolo problema che siamo sicuri può essere risolto con facilità. Il percorso prosegue scendendo alla chiesa di san Francesco. Qui i beacon sono molto distanti tra loro e non si disturbano a vicenda: uno si trova nella controfacciata, pronto a raccontare della Natività, Annunciazione e Padre Benedicente del Perugino, mentre l’altro si concentra tutto su Benozzo Gozzoli, il suo ciclo con le Storie di San Francesco nell’abside e la lettera autografa conservata nella stessa chiesa. Osservato tutto, si scende per la terza e ultima sezione del museo. Appena varcata la soglia d’ingresso, l’iPad intercetta subito il segnale del sensore beacon installato, e così parte l’unico contenuto multimediale del percorso: un filmato sul Sagrantino; solo che col volume alto e senza avvisi, ci siamo presi uno spavento non appena è partita la musica del video: in futuro, un avviso di ricezione di questi tipi di contenuti potrebbe evitare qualche infarto! In generale, il percorso è piacevole e funzionale, seppur limitato alle sole opere più famose. Riteniamo interessante un’ampliamento del percorso beacon, includendo anche quegli artisti meno noti ma dalla forte caratura artistica, come l’ottimo Maestro espressionista di Santa Chiara, uno dei più originali maestri giotteschi della seconda generazione, il buon Giovanni di Corraduccio e persino uno dei più interessanti artisti umbri del Quattrocento: Niccolò Alunno, creando così proprio un percorso di conoscenza dell’evoluzione della pittura umbra. In più, non sarebbe male l’inserimento di un audioguida per raccontare le opere. L’esperienza, comunque, è molto positiva. I contenuti sono piacevoli e ben fatti, inoltre il museo di Montefalco, per quanto piccolo, conserva opere di splendida fattura, un piccolo gioiello di cui noi italiani dovremmo essere fieri. I lavori di Benozzo Gozzoli, inoltre, sono veramente trai cicli pittorici quattrocenteschi più belli che si possano incontrare fuori dalla Toscana. Noi abbiamo adorato Montefalco, il suo museo e apprezzato l’esperimento dei beacon. Vi consiglio di andarci, assaggiare un bicchiere di buon Sagrantino, attivare il bluetooth e godervi uno dei più bei luoghi di quella terra splendida e misteriosa dell’Umbria!

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