G-Tag Copertina

G-Tag, un piccolo beacon per non perdere nulla

Il G-Tag della Gigaset è un piccolo e ben costruito beacon creato per un obiettivo ben preciso: ritrovare gli oggetti che si sono persi!

Come è possibile? Beh, per capirlo cominciamo subito a descriverlo. Il G-Tag è un piccolo beacon quadrato molto sottile (meno di 1 cm!!!), con una particolarità: è chiuso soltanto da tre viti poiché il quarto angolo è forato. Questo è stato pensato per permettere di agganciare il beacon con un cordino, un gancetto o un portachiavi, così da poter essere legato a qualsiasi oggetto uno desideri, con lo scopo di rintracciarlo in caso di perdita o dimenticanza.

Sfruttando le caratteristiche di localizzazione, la Gigaset ha creato un’app che permette di rintracciare il beacon, guidando l’utente fino al suo ritrovamento; un’idea di per sé non originale, ma che può contare su un’app così ben costruita da renderla molto intrigante. L’app, infatti, oltre ad essere facilissima da utilizzare, ha anche alcune intelligenti aggiunte che la rendono utile anche senza la connessione bluetooth.

Cominciamo a parlare della configurazione iniziale del G-Tag: basta appoggiare il beacon sullo schermo per compiere l’operazione e rinominare il proprio dispositivo, senza visualizzare nessun intricato UUID che possono confondere i non esperti. In questa maniera si possono configurare (e rinominare) moltissimi G-Tag senza difficoltà. Una volta eseguito, è sufficiente scegliere uno dei propri G-Tag per localizzarlo, una schermata indicherà se il beacon è distante o vicino, o se ci stiamo allontanando o avvicinando. Si può attivare anche una funzione divertente: un bip sonoro il cui ritmo aumenta o diminuisce a seconda della distanza dal G-Tag, un meccanismo che ricorda molto il gioco Acqua, Fuoco, Fuochino (o Fuocherello, a seconda delle regioni)!

Le funzionalità molto interessanti che citavo prima, sono due: la possibilità di raggruppare i beacon e, soprattutto, la possibilità di utilizzarlo senza bluetooth attivo. Questo è possibile perché l’app registra la posizione esatta dell’ultima volta che ha captato il segnale del beacon, rivelandola nel caso si consulti l’app col bluetooth disattivato. Pensate al caso in cui uno utilizzi il G-Tag dentro un automobile: rileva il beacon e lo lascia in macchina; al ritorno, attiva l’app ed essa mostrerà la mappa con la via esatta dove è stata lasciata l’auto.

Tornando a parlare del G-Tag stesso, non si può non nominare la particolare copertura della circuteria con una guaina di silicone, per evitare le infiltrazioni di acqua. Altre caratteristiche di questo beacon è il fatto di non essere un iBeacon, di avere una batteria al litio ed infine di non essere utilizzabile per la programmazione. In pratica il G-Tag può essere utilizzato soltanto per lo scopo per cui è nato, e questo è un peccato perché sia per la forma che per le sue caratteristiche tecniche, avrebbe potuto interessare molti sviluppatori.

In conclusione, definiamo il G-Tag molto buono nel suo insieme, con una delicata attenzione ai dettagli (come il QR sul retro del beacon, che rimanda al download dell’app, un preziosismo che denota attenzione), che rendono onore al buon nome della multinazionale tedesca.

WeNote: app e beacon per ricordarsi sempre tutto!
La nostra prima App: Beaconbike

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