Intervista a Giacomo Bosio della BeeApp

BeeApp è una società molto giovane, ma che già può vantare un passato molto importante. Raccontaci rapidamente la storia che ha avuto BeeApp in questo breve lasso di tempo.

BeeApp nasce ad Ottobre 2013, grazie a tre persone che hanno sempre sviluppato da quando esistono gli store nell’ambito mobile. Abbiamo iniziato facendo consulenza, con la quale poi abbiamo iniziato a finanziare i nostri primi prodotti; fin dagli inizi abbiamo lavorato anche con grosse multinazionali e gruppi importanti, poi abbiamo iniziato a sviluppare nostre soluzioni. Abbiamo avviato un progetto di tirocinio, abbiamo creato la nostra prima soluzione sull’app store e poi siamo arrivati a quello che è il nostro prodotto di punta, WeNote. Questa è la nostra evoluzione in questo ultimo anno e mezzo.

Parliamo appunto di WeNote, il vostro prodotto più importante. Quando e come è nata l’idea di questa particolare tipo di app?

WeNote è un’applicazione che ti consente di avere i reminder solo quando ti servono: di solito se io ti mandassi un messaggio e ti dicessi “stasera quando arrivi a casa innaffia le piante”, te vedresti il messaggio adesso e poi stasera, una volta tornato a casa, te ne saresti dimenticato. Con WeNote, il messaggio lo vedi solo la sera quando entri in casa.

WeNote è nato da un’esigenza: tutti noi in azienda ci dimenticavamo le cose da fare o magari ce ne ricordavamo quando eravamo fuori in ufficio. Qualche mese fa ci è venuta l’idea di sostituire la bacheca coi foglietti attaccati o il post-it sul frigo con un qualcosa di digitale; al che abbiamo preso la tecnologia iBeacon e abbiamo portato la bacheca sugli smartphone di tutti, quindi non solo di chi lavora in ufficio, ma anche di chi condivide la casa con un altro. L’idea, quindi, è nata così, da una nostra esigenza; la abbiamo sviluppata, ampliata, adesso abbiamo una road-map per i passaggi futuri e ciò sta diventando interessante, quasi un social per piccole comunità che però si conoscono davvero e condividono uno spazio fisico.

Voglio ricordare, infatti, che è un’applicazione molto originale per il mercato beacon.

Vero. Fino ad oggi i beacon sono stati utilizzati prevalentemente per scopi commerciali, nei centri commerciali, oppure nei musei; WeNote però porta quella tecnologia in casa, in ufficio, nelle piccole comunità: proprio per questo è innovativa, ed ad oggi soluzioni così articolate col concetto di bacheca “globale” non ce ne sono sul mercato.

Parliamo di quello che è stato il vostro momento più importante, ovvero lo SMAU di Milano 2014, quando siete stati riconosciuti come miglior app mobile per la vostra categoria. Quali sono state le emozioni di quel giorno e quanto vi ha aiutato aver ottenuto questo riconoscimento nello sviluppo di WeNote?

È stato un giorno meraviglioso, ed inaspettato. Mi ricordo ancora la scena: eravamo presenti io e la nostra responsabile Marketing&Comunicazione (Francesca De Marco, ndr), e come concorrenti avevamo grosse aziende come Microsoft o le Poste. In finale eravamo rimasti in tre, nel momento in cui hanno annunciato la vittoria di WeNote c’era Francesca in platea aveva una faccia più allibita della mia che stavo sul palco. L’emozione è stata forte, sul momento non ci credevo, ho impiegato qualche secondo per assimilare la notizia, poi ho espresso la contentezza solo nei minuti successivi.

La vittoria è stata importante perché, considerato i concorrenti che c’erano, e che la Best App Awards era un evento molto importante allo SMAU di Milano, con una platea molto interessante, ed essere premiati lì, quando ancora non c’era neanche una versione beta, è stato un primo riconoscimento importante che ci ha fatto capire che l’idea era giusta, e che andava sviluppata e finanziata in qualche modo, e da lì è partito tutto quello che oggi è la campagna di crowdfunding, gli investimenti societari e la road-map verso il futuro.

Vostro partner è BlueUp. Cosa vi ha spinto a scegliere loro piuttosto che player internazionali già affermati sul mercato?

Abbiamo incontrato BlueUp a SMAU Milano. BlueUp, come noi, nasce sul territorio e produce “in casa”. I player internazionali li abbiamo considerati, però BlueUp ci garantiva una qualità e un modo di lavorare che non è quello che hanno società più grandi; inoltre, essendo loro vicino a noi, (BeeApp è in provincia di Pisa, BlueUp in provincia di Siena, ndr) abbiamo provato a sviluppare un discorso di partnership tecnologica, in modo da valutare le future evoluzioni dell’hardware. Abbiamo puntato a creare il primo prodotto tecnologico a km 0. Noi ci occupiamo di software, BlueUp si occupa di hardware ed entrambe puntiamo sulla qualità, unire le nostre capacità ci garantisce di proporre sul mercato un prodotto ad un prezzo accettabile ma con una qualità alta. Per fare un esempio, BlueUp fa delle saldature in oro all’interno dei beacon; offrono una garanzia che altri produttori, che costruiscono in serie, non ci fornivano. Inoltre, lavorando sul territorio, abbiamo avuto una serie di vantaggi economici ecc. L’importante era rimanere in Italia.

Parliamo della campagna di crowdfunding per il lancio sul mercato di WeNote. Come mai avete scelto questa particolare forma di finanziamento, e perché proprio Indiegogo?

Abbiamo riflettuto a lungo, alla fine abbiamo scelto di andare su una piattaforma di crowdfunding e di partire subito dall’internazionale, perché la nostra è un’applicazione che si rivolge all’utilizzatore finale, che vuole entrare nelle case e negli uffici delle persone, e abbiamo deciso di farci finanziare proprio dagli utilizzatori finali del prodotto spesso. Abbiamo deciso di andare nel crowdfunding anche per vedere le risposte, i feed-back, i consigli sugli sviluppi, cercando di coinvolgere tutti. Chiediamo una cifra bassa, 20.000€, che però per noi sono molto importanti per velocizzare lo sviluppo ed essere sul mercato subito dopo l’estate, perché il prodotto è innovativo oggi, mentre tra due anni potrebbe non esserlo.

Abbiamo scelto Indiegogo perché è una piattaforma internazionale, e Kickstarter ha aperto in Italia solo da poco quando ormai noi stavamo per andare su; inoltre Indiegogo ha una funzionalità importante che è la possibilità, se raggiungi l’obiettivo, di lasciare la campagna visibile, e quindi fare in modo che le persone interessate possano continuare ad effettuare i preordini attraverso Indiegogo. Sulla campagna, infatti, è possibili pre-ordinare il prodotto ad un prezzo di lancio. (qui il link alla campagna)

L’ultima domanda. Quali sono le vostre speranze per il futuro sia di BeeApp che di WeNote?

BeeApp spera di poter crescere. Siamo cresciuti molto nell’ultimo anno e speriamo di fare ancora meglio. Con WeNote speriamo di raggiungere il mercato mondiale, e ci auguriamo che WeNote possa essere una bacheca globale, quindi che ognuno, ovunque vada, abbia la possibilità di lasciare notifiche, promemoria, quindi abbia la vita organizzata.

Ovviamente ci auguriamo di poter lavorare sempre di più su prodotti nostri che possano aiutare l’utenza finale a migliorare la propria vita.

Cliccate qui per ascoltare l’intervista audio integrale

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