Musei

Le possibilità di utilizzo dei beacon sono innumerevoli. Una delle ultimissime frontiere riguarda il loro uso all’interno dei sistemi museali. I musei, infatti, sono i luoghi ideali dove sfruttare le potenzialità dei beacon, permettendo ai visitatori un rapporto più coinvolgente con le opere d’arte. Nuovi contenuti multimediali diventano disponibili ai visitatori della struttura, a cui sarà richiesto soltanto l’installazione di un’app sul proprio smartphone.

Basta installare un beacon vicino ad un quadro o una statua che essa comincerà subito a dialogare coi visitatori: descrizioni, cataloghi, audioguide, ma anche quiz e giochi, appariranno sugli smartphone e tablet dei turisti, che potranno così interagire con l’opera. Grazie alle app associate, i visitatori potranno portarsi l’esperienza museo anche a casa, proseguendo così la visita ben oltre i muri fisici del museo.

Se i vantaggi per i visitatori sono evidenti, anche per i musei la convenienza è immediata: l’abbattimento dei costi di manutenzione e acquisto per le audioguide, la facoltà di aggiornare in tempo reale i contenuti, e soprattutto, la possibilità di utilizzare i beacon già installati anche in occasioni delle mostre temporanee; inoltre, l’installazione di un beacon non richiede alcun tipo di intervento strutturale, salvaguardando così l’integrità dei palazzi storici.

Risultati entusiasmanti sono già stati ottenuti all’interno dei musei che hanno voluto sperimentare i beacon: ad Anversa, in Belgio, nella casa-museo di Rubens, e anche in Italia, nel museo di Palazzo Farnese di Piacenza. Le loro esperienze saranno sicuramente di grande aiuto per la costituzione dei musei del futuro.

  Nel video è raccontata l’esperienza alla casa -museo di Rubens

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