Ritratti di famiglia

Si è da poco conclusa la mostra “Ritratti di Famiglia” presso il museo archeologico di Bologna. La mostra si concentrava sull’evoluzione della collezione del museo, raccontando soprattutto le personalità che hanno contribuito ad accrescerla, analizzando nel contempo anche il cambiamento della materia archeologia nel corso dei secoli, da semplice passione di intellettuali rinascimentali, a disciplina strutturata e accademica.

La mostra ha fatto ampio uso dei beacon, ben 14 distribuiti lungo tutte le sale, con una buona calibrazione e ottimamente nascosti, ma soprattutto sfruttandoli con intelligenza, dando un vero valore aggiunto a chiunque avesse visitato la mostra con l’app distribuita: chiunque avesse utilizzato l’app all’interno della mostra, infatti, visualizzava contenuti esclusivi, molto più dettagliati e soprattutto diversi rispetto a quelli disponibili in ogni altra maniera. In pratica, soltanto con tramite i beacon nello spazio sala, il pubblico riceveva quei contenuti in maniera completa che non avrebbe ottenuto in altro modo, il tutto senza neanche dover guardare il proprio telefono in quanto l’app era impostata affinché i contenuti partissero in automatico.
Una volta fuori dallo spazio sala, il pubblico poteva continuare ad usufruire dell’app, sebbene con contenuti riassuntivi e meno completi.

Questo modo di utilizzare le potenzialità dei beacon è ottimo, poiché consente di dare una vera esperienza esclusiva alla visita, evitando la semplice riproposizione dei soliti contenuti in una veste diversa, e giustificando l’utilizzo il loro utilizzo all’interno del museo.
In conclusione, dal punto di vista tecnologico, la mostra bolognese è stata interessante per questo utilizzo corretto dei beacon, che ha permesso di avere una visita molto diversa dal solito.

Beacon e musei

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