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Beacon & Privacy

Un argomento poco trattato , eppure di estremo interesse, è la questione del rispetto della privacy quando si utilizzano i beacon.
Dando per scontata la conoscenza del funzionamento dei beacon (per chi non lo sapesse ancora, rimando a questa pagina), si può subito intuire che il nostro amato dispositivo sia molto rispettoso della privacy altrui!
Essendo una semplice antenna, il cui unico scopo è trasmettere un piccolo codice, non può registrare alcun dato sensibile riguardo l’utilizzatore, proprio perché un beacon non è capace di ricevere niente da parte di qualsiasi dispositivo. Alcuni beacon più evoluti riescono a registrare dati, ma si trattano soltanto di meri dati statistici sull’attività del beacon stesso, per cui senza alcun rischio di intercettare dati sensibili. Ponendo come ipotesi la possibilità che qualcuno modifichi un beacon affinché sia capace di ricevere informazioni (in pratica un prodotto custom creato per questo scopo), sarebbe comunque quasi impossibile ottenere dati sensibili, poiché avrebbe bisogno di dispositivi capaci di inviare grosse moli di dati sulle frequenze necessarie al beacon modificato: in pratica un grossissimo lavoro per avere risultati molto modesti.
Il beacon, quindi, è uno strumento sicuro e rispettoso della privacy altrui!

Discorso diverso, invece, deve essere fatta per l’app. Infatti, a seconda di come è stata programmata, l’applicazione può immagazzinare una gran quantità di dati, che poi possono essere trasmessi a chi ne è interessato. Sfruttando i beacon, infatti, l’applicazione può elaborare una lunga serie di dati (ad esempio, posizione, tempi di percorrenza, ecc.), ed eventualmente conoscere altri dati sensibili tramite il form di iscrizione utente per determinati servizi, vantaggi, ecc. Di solito, nelle app commerciali, il problema non si pone, in quanto ogni utilizzatore viene avvisato sull’utilizzo dei dati; mentre implicazioni molto più complesse possono esserci in tutti i progetti che riguardano l’ambito lavorativo, dove gli equilibri sono più difficili. Infatti monitorare l’attività di un lavoratore con app e beacon, potrebbe scontrarsi con aspetti quali la libertà di movimento del lavoratore stesso o la sua serenità nell’ambiente di lavoro per via del controllo costante che verrebbe esercitato; inoltre si deve aggiungere che, nella maggior parte dei casi, il dispositivo su cui il binomio app-beacon opererebbe sarebbe quello privato del lavoratore, con tutte le problematiche che potrebbe causare ciò.

In conclusione, se il beacon si dimostra uno strumento molto rispettoso della privacy, lo stesso non si può dire di alcune attività che potrebbero “scattare” sull’app, specie per quel che riguarda l’ambito lavorativo; per cui, prestare sempre molta attenzione alla parte della programmazione!

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Il Beacon Enterprise della Onyx Beacon

In questi giorni abbiamo potuto provare il beacon Enterprise prodotto dalla Onyxbeacon, lo stesso utilizzato dalla società rumena per il loro progetto per non vedenti di cui abbiamo parlato nei giorni scorsi. È stata una prova interessante, che mostrato un beacon ben studiato ma con qualche dettaglio da migliorare. Allora cominciamo a raccontare.

L’Enterprise è un modello pensato per un uso molto prolungato. A dimostrazione di ciò, il beacon è fornito di ben 4 batterie AA, per una durata massima stimata di ben 4 anni! Inoltre, è possibile anche alimentare il beacon tramite sia un cavo USB che uno della corrente. Tra gli accessori aggiuntivi, segnaliamo il sensore per sapere il livello di carica della batteria e il buzzer, unico beacon al mondo a presentare questa soluzione.

La componente hardware è molto buona, la connessione è molto rapida, inoltre il segnale, a parte qualche lievissima imprecisione, è molto stabile e viene ben rilevato a tutte le distanze (breve, media e lunga).

Se le prestazioni hardware sono ottime, lo stesso non si può dire per il case, a nostro avviso il punto debole del beacon. L’aspetto estetico, di grandi dimensioni, è molto gradevole, la scelta di un case a disco si rivela molto azzeccata; inoltre, la possibilità di poter installare il beacon o tramite 4 piccole viti oppure grazie a due robusti adesivi forniti in dotazione, dimostra la cura dei dettagli della società rumena. Purtroppo non si può dire la stessa cosa della chiusura. Il sistema pensato non sempre permette una chiusura perfetta, e ciò incide molto capacità di respingere l’acqua da parte del case: i test da noi effettuati non portato ad un risultato soddisfacente.

Un aspetto molto interessante è la programmabilità del beacon: la Onyxbeacon, infatti, rilascia gli SDK sia per iOs che per Android, il che semplifica molto il lavoro dei programmatori.

Infine molto buona risulta la configurabilità del beacon. Riconosciuti come iBeacon, sono configurabili su UUID, Major e Minor e potenza di trasmissione, e il tutto avviene tramite la app “Onyx Beacon” per Android e iOS. Per poter accedere alle funzioni di configurabilità, è indispensabile iscriversi al CMS in Cloud ella Onyx Beacon.

Abbiamo giudicato l’Enterprise un beacon ben realizzato e molto affidabile. La lunga durata della batteria lo rende sicuramente un prodotto molto interessante in molti contesti, soprattutto quando si desidera un’elevata potenza di segnale; di contro, le grandi dimensioni dell’Enterprise lo renderanno difficile da nascondere. Per chi volesse utilizzarlo in esterno, il nostro consiglio è di installarlo in un luogo riparato (ad esempio sotto una tettoia).

Hardware: 9/10

Case e resistenza: 7/10 (8 l’estetica, 6 la resistenza)

Configurabilità: 8,5/10

Programmabilità: 8/10

Rapporto Qualità/Prezzo 9/10

Voto finale: 8,5/10

Aggiornamento del 29/06 – Come ci ha comunicato la Onyx Beacon, la nuova versione del beacon Enterprise ha risolto il problema della chiusura, ottenendo la certificazione waterproof IP65.

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Beacon e sport: il successo del Perugia Calcio

Sembra quasi incredibile, ma uno degli ambiti di utilizzo dei beacon è quello sportivo. Ovviamente, non intendo di lanciarsi un beacon e cercare di segnare un goal con esso, ma il loro utilizzo all’interno di impianti sportivi, a sostegno delle società e dei tifosi.

Il primo utilizzo dei beacon negli stadi avviene in California ad inizio 2014, all’interno del Dodger Stadium di Los Angeles e del Petco Park di San Diego, per la gioia dei tifosi dei L.A. Dodger e dei San Diego Padres, squadre entrambe della Major League Baseball. L’iniziativa ha avuto un tale successo, che oggi tutte le squadre di MLB hanno dotato i loro impianti di dispositivi beacon.

Per capire come funzionano i beacon all’interno di un impianto sportivo, tuttavia, non serve volare negli USA ad assistere ad un incontro di baseball; basta andare a Perugia, all’interno dello stadio Curi, per vederne ben 30 all’opera.

Il 29 Agosto 2014, in occasione di Perugia-Bologna, prima giornata del campionato di serie B, la società umbra ha inaugurato il nuovo sistema di notifiche iBeacon, diventando una delle primissime società sportive europee a dotarsi di questa nuova tecnologia. La vera novità, però, è la maniera di sfruttare questi beacon! A Perugia, infatti, sono riusciti a trovare due diverse strade di utilizzo molto intelligenti, e che potrebbero cambiare il rapporto dei tifosi con l’ambiente stadio. La prima riguarda proprio le persone che frequentano l’impianto che vengono privilegiati dalla società proprio grazie ai beacon: tramite le notifiche push, i tifosi del grifone ricevono news e informazioni in anteprima rispetto a tutti gli altri spettatori, vanificando così l’eterno isolamento di coloro che frequentano lo stadio (senza più, quindi, dover chiamare l’amico con la televisione per chiedere chi giocherà in attacco…): un’attenzione verso i tifosi da stadio non comune in Italia. Chi frequenta il Curi, inoltre, accede ad una serie di offerte dagli sponsor tramite i beacon che rendono l’esperienza del tifoso da stadio veramente esclusiva. Proprio questo ultimo aspetto, invece, che a prima vista potrebbe sembrare del classico marketing di prossimità, è invece l’aspetto, a nostro parere, più interessante: tramite i beacon sono riusciti a creare un nuovo spazio per gli sponsor, che quindi hanno a disposizione anche le notifiche push per farsi conoscere. Pensate a questa possibilità applicata agli sport dove il rapporto col territorio si rivela ancora più importante rispetto al calcio, come, ad esempio, pallavolo e basket, dove un piccolo investimento in chiave beacon potrebbe veramente aiutare la sopravvivenza delle società.

Abbiamo voluto parlarne direttamente con Marco Santoboni, responsabile marketing del Perugia Calcio, il quale ci ha raccontato la genesi di questo progetto.

Le esperienze beacon in ambito sportivo sono ancora poche e limitate principalmente negli Stati Uniti. Il Perugia Calcio, invece, non ha esitato ad applicare questa tecnologia, diventando uno dei primissimi esempi europei a coniugare beacon e sport. Dove trae origine la vostra idea?

Si tratta di un’idea nata da uno dei nostri partner, Fattoria Creativa, società di comunicazione e pubblicità che si occupa dello sviluppo del sito internet e di tutti i social network ufficiali dell’A.C. PERUGIA CALCIO. Confrontandoci in merito alla creazione della nuova APP ufficiale abbiamo deciso di inserire all’interno del nuovo portale una sezione dedicata alle offerte pubblicitarie delle aziende sponsor, con la possibilità di farle interagire attivamente con i nostri tifosi allo stadio il giorno della partita. Da qui nasce l’idea, in collaborazione con il Gruppo Med Store, di dotare tutti gli ingressi dello stadio di beacon (per un totale di 30 sensori) con il duplice obiettivo di creare un’opportunità di business e allo stesso tempo fornire servizi esclusivi e news ai nostri tifosi. Da quest’ultimo punto di vista un esempio su tutti: la formazione ufficiale nel giorno della gara viene inviata in esclusiva e in anticipo rispetto a tutti gli altri canali di informazione tramite i beacon con una notifica push a tutti i tifosi allo stadio.

Il Perugia Calcio si caratterizza per aver cercato, nel corso di questo ultimo biennio, di rafforzare il proprio legame col territorio, con iniziative che hanno portato la squadra a riconquistare un’identità con la città dopo anni difficili. In che maniera i beacon vi aiutano a perseguire questo importante obiettivo?

Sono tanti i fattori che hanno consentito di creare lo splendido legame che c’è oggi con il territorio. Certamente ha la sua importanza affidarsi a nuove tecnologie e metodologie comunicative. Il calcio è in continua evoluzione, le società devono essere al passo con i tempi e con le tante esigenze dei tifosi. Ogni opportunità di miglioramento dev’essere colta in un momento come questo in cui il calcio italiano sta faticando nella programmazione e nell’attuazione di nuove strategie commerciali e comunicative.

Per ricevere notifiche di prossimità è necessario che il bluetooth sia attivo, mentre la maggior parte delle persone non lo hanno acceso sul proprio smartphone. Quanto è stato difficile comunicare ciò ai vostri tifosi? E quanto è stato recepito il messaggio?

Non nascondo rappresenti l’elemento più difficoltoso e ancora oggi un deterrente importante per la definitiva consacrazione dello strumento. Forse diventerà una questione di abitudine arrivare allo stadio e accendere il bluetooth per non perdere informazioni, servizi e sconti. Siamo nella parte finale della stagione e lavorare sull’ottimizzazione di questa tecnologia rappresenta uno degli obiettivi prefissati per la prossima stagione. Aumentare le news, i servizi in esclusiva e le offerte commerciali potrebbe accelerare il processo per superare questa problematica.

Infine che giudizio date a questo vostro esperimento all’interno del Curi? E prevedete un potenziamento del servizio in futuro?

Ci piace pensare che tutto quello che abbiamo fatto sinora abbia bisogno di essere potenziato, sviluppato e migliorato. Oggi Perugia sta rappresentando una piazza in costante crescita e all’avanguardia per tanti aspetti. Per questo non chiudiamo le porte a nessuna iniziativa o proposta di miglioramento, anche se difficile o poco “in auge” tra le altre realtà del calcio italiano. Nell’immediato futuro vogliamo portare quest’esperienza dei beacons ad essere perfezionata. Sicuramente come primo anno siamo pienamente soddisfatti.

E quindi, tifosi del Grifone, già da questa sera ricordatevi di attivare il bluetooth sui vostri smartphone, per godervi qualcosa di totalmente nuovo!

iBeacon e Uribeacon

Sulle pagine di beaconitaly abbiamo avuto modo di parlare degli Uribeacon, senza però, spiegare cosa fosse questo nuovo dispositivo. Oggi abbiamo intenzione di rimediare! Uribeacon è un progetto open source lanciato da Google, ancora in fase di sviluppo. In rete si trovano notizie ancora scarne sull’Uribeacon, poiché la stessa Google ha mantenuto un profilo basso sul progetto, rivelandone pochi dettagli. Cosa è un Uribeacon L’Uribeacon è sostanzialmente un beacon, con tutte le caratteristiche tecniche che abbiamo sempre descritto; tuttavia, a differenza del normale iBeacon, esso invia ai dispositivi riceventi un URL. In parole povere, se un segnale iBeacon indica all’applicazione installata su un device quando e dove far scattare una notifica, un segnale Uribeacon, invece, rinvia direttamente su un sito web. Questa differenza un utilizzo diverso dei due dispositivi: un iBeacon è perfetto per guidare le persone all’interno di percorsi o strutture, invece un Uribeacon può essere ideale per invitare al download (magari della stessa app per fare i percorsi), oppure per notificare eventi futuri, senza bisogno di costruire un’app apposita. Gli ultimi due sono soltanto esempi per l’utilizzo di un Uribeacon, ma le potenzialità sono enormi e qualsiasi nuova idea è sempre ben accetta! La vera differenza tra iBeacon e Uribeacon è in quello che si cela dietro a queste diverse tipologie di beacon. Come già anticipato, l’Uribeacon è un progetto open source, per cui chiunque voglia cimentarsi nello suo sviluppo, può farlo (per chi volesse più informazioni su questo aspetto, rimando il link alla piattaforma Github; mentre iBeacon è un protocollo proprietario Apple. Questa differenza può anche spiegare le difficoltà di reperire informazioni sul web sugli Uribeacon, poiché si parla di un progetto in costante evoluzione, con tante possibili diramazioni e senza un sicuro successo commerciale, al contrario degli iBeacon protetti da Apple. Le nostre conclusioni Gli Uribeacon sono un progetto molto interessante, con tante potenzialità, da seguire attentamente nel futuro. Siamo convinti che iBeacon e Uribeacon non siano affatto competizione tra l’altro, ma anzi, che le piene potenzialità di entrambi i dispositivi possono essere raggiunte con il loro utilizzo insieme, ed anche gli sviluppatore hardware sembrano d’accordo con noi (e gli sviluppi sembrano evolversi in questo senso, come dichiarato a noi da Valter Foresto della iBlio nella recente intervista). Soltanto con l’integrazioni tra questi due sistemi, infatti, crediamo che possano essere eliminati alcuni limiti dei beacon, permettendo una completa diffusione nel nostro mondo reale sempre più connesso!

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