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Come gestire i beacon e le condizioni atmosferiche

Quando si progetta un lavoro coi beacon, sono molti i parametri da prendere in considerazione per ottenere il massimo. Dopo aver analizzato le problematiche relative alla batteria, questa volta ci siamo concentrati su quanto le condizioni atmosferiche possano incidere sulla vita del beacon.

Ne abbiamo parlato insieme ad Alessio Cucini, ingegnere e fondatore della BlueUp, azienda senese produttrice di beacon.

 

1) Prima di progettare un beacon, bisognerebbe tener conto del luogo dove essi vengono installati. Quali sono le condizioni ideali per l’operatività dei beacon, e quali invece le peggiori?

Sicuramente l’ambiente di installazione del beacon, come per un qualsiasi altro dispositivo elettronico, deve essere preso in considerazione dal progettista/produttore del beacon oppure dall’installatore che deve scegliere fra i molti prodotti che può trovare sul mercato. Non sempre questi aspetti sono sufficientemente approfonditi: questo può succedere, ad esempio, quando chi progetta l’infrastruttura beacon è una azienda di sviluppo software che spesso non ha internamente le competenze necessarie per affrontare problematiche più strettamente correlate all’hardware.

Chiaramente, ci sono condizioni ambientali “standard” che non richiedono particolari attenzioni o precauzioni: ad esempio, nel gran parte delle installazioni indoor in ambienti frequentati da persone (ad esempio, musei, centri commerciali, …), dove la temperatura ed altri parametri ambientali sono controllati.

Al contrario, esistono condizioni ambientali “estreme” che richiedono precauzioni particolari: ad esempio nel caso di ambienti con livelli di temperatura molto bassi o alti oppure valori di umidità elevati, nel caso di forti escursioni termiche (ad esempio, beacon installati all’aperto, soggetti alle variazioni ambientali giorno/notte e estate/inverno) o di esposizione a fattori atmosferici (pioggia, neve, irraggiamento solare, …), oppure in presenza di sollecitazioni meccaniche (ad esempio vibrazioni nel caso di beacon installati su mezzi in movimento).

Per rispondere a queste diverse casistiche di installazione, in BlueUp abbiamo sviluppato una serie di beacon con più versioni: dal BlueBeacon Mini, il classico beacon compatto general-purpose, al Maxi, con batterie alcaline standard per applicazioni fisse indoor, fino al modello Forte, che offriamo in due diverse versioni di batteria (al litio primario, entrambe a range di temperatura esteso), ideato per le applicazioni “estreme”: outdoor, industriali, ecc.

2) Quali componenti di un beacon soffrono maggiormente le condizioni climatiche avverse?

Sicuramente la batteria è l’elemento più critico di un beacon, rispetto all’operatività in condizioni non ideali. Le batterie sono caratterizzate in termini di capacità nominale (ovvero la quantità di corrente totale che sono in grado di erogare nell’intervallo di tensione operativo, espressa in Ah o mAh), calcolata alla temperatura ambiente di 25°C. Se le batterie vanno ad operare a temperatura molto più basse, la capacità si riduce, e quindi la durata. Ad esempio una batteria alcalina che opera a -10°C, riduce la propria capacità del 50% (questo significa che la vita operativa sarà la metà di quella nominale attesa). Inoltre, la capacità delle batterie degrada anche quando sono soggette a forti escursioni termiche, tipo quelle che si possono avere in caso di funzionamento all’aperto.

Ancora più forte è l’impatto della temperatura per gli accumulatori di energia come batterie ricaricabili o supercap: in questi casi, approssimativamente, ogni 10 gradi di aumento della temperatura si ha un dimezzamento della vita operativa.

Anche gli elementi attivi del beacon (cristalli, transceiver) possono avere parametri che variano in funzione della temperatura (tipicamente tutti i componenti elettronici hanno un range di temperature operativo). Per le applicazioni a temperature estreme, è necessario che gli elementi attivi siano caratterizzati per operare secondo specifica su tutto il range operativo.

3) Possono le condizioni climatiche incidere sulla qualità del segnale radio di un beacon?

Tenendo conto che il beacon opera tipicamente a breve raggio (qualche metro o poche decine di metri), l’impatto di condizioni climatiche avverse (ad esempio un forte temporale in caso di installazione in esterno) si può assumere trascurabile, e si manifesta con un valore di attenuazione del segnale leggermente superiore. E’ però importante che il beacon sia progettato, anche a livello meccanico, per operare in queste condizioni, adottando ad esempio contenitori con un grado di protezione adeguato.

4) Quali consigli dareste per proteggere i propri beacon a chi li ha già acquistati? E quali dareste, invece, a chiunque debba realizzare un nuovo progetto coi beacon?

Una premessa è d’obbligo: non è sufficiente inserire il beacon in un contenitore IP65 piuttosto che IP67 (IP sta per International Protection e identifica il livello di protezione da polveri e acqua) per poter affermare che sia adatto ad operare in esterno. Ad esempio, se le batterie hanno un intervallo di temperatura limitato, la durata operativa del beacon in esterno, essendo soggetto a forti escursioni termiche, sarà di gran lunga inferiore a quella attesa. Quindi usando un contenitore con livello di protezione adeguato (IP65 o superiore) ci assicuriamo che il dispositivo sia protetto da precipitazioni o altri fattori ambientali, ma non abbiamo nessuna garanzia rispetto alla vita operativa del beacon.

Se state partendo con lo sviluppo di un nuovo progetto che coinvolge beacon installati in esterno o comunque in ambiente “difficile”, gli aspetti da tenere in considerazione nella scelta del modello sono: 1) livello di protezione del contenitore (consigliato IP65 o superiore), 2) tipo e capacità della batteria: la batteria deve avere un range di temperatura operativo ampio e una capacità nominale che garantisca una durata stimata sufficientemente marginata rispetto a quella minima richiesta, e 3) sostituibilità della batteria: nel caso di installazioni in esterno, non essendo predicibile l’andamento della temperatura e delle condizioni ambientali in generale, risulta difficile anche prevedere la durata operativa effettiva della batteria. Risulta quindi fondamentale poterla sostituire quando è quasi scarica, senza necessariamente sostituire l’intero apparato. Per questo è importante poterne monitorare lo stato. I BlueBeacon prodotti da BlueUp, ad esempio, consentono il monitoraggio del livello della batteria sia nella versione iBeacon che Eddystone (quest’ultima specifica supporta a livello nativo il formato TLM, per funzionalità di telemetria) senza necessità di connessione al beacon.

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Intervista al Direttore Claudio Casadio

Quali sono state le motivazioni che vi hanno condotto a ricercare nuove soluzioni tecnologiche per il vostro museo?

La volontà di dare una risposta al visitatore che, visitando la Pinacoteca o qualunque altro museo vuole avere informazioni. Lo strumento classico sarebbe l’audioguida, ma ormai il visitatore viene col proprio smartphone o tablet; bisogna quindi adottare anche questi strumenti, e abbiamo cercato quelle che potevano essere le proposte migliori. L’idea di sviluppare un’app che si basi sui beacon ci è sembrato una buona risposta.

Il progetto di dotare il museo di un’app nasce lontano. Quali sono state tutte le tappe che vi hanno portato fino a questa inaugurazione che avverrà a breve?

Siam partiti dal bisogno di avere l’audioguida, e la cercavamo con due caratteristiche fondamentali: che fosse in formato standard, e individuammo il formato mp3, e che fosse facilmente aggiornabile, ovvero che potesse essere aggiornata dagli operatori del museo senza ricorrere a ditte esterne. Lo strumento lo abbiamo trovato ed è tutt’ora in uso; nel frattempo però sono sorte nuove esigenze, una su tutte la necessità di visualizzare immagini o video. Queste cose non sono indispensabili in un museo, però sicuramente sono utili.

Abbiamo quindi cercato altri strumenti, individuando così, come già detto, lo smartphone o tablet dei visitatori, perché sono molto diffusi, e hanno costi ormai minori di un’audioguida classica, oltre a permettere molti utilizzi diversi.

Il secondo passaggio è stato, su mia idea, di utilizzare il QR Code. Il vantaggio era nel suo essere uno strumento universale, che non richiedeva piattaforme di vario tipo, quindi una logica non proprietaria, e leggibile con facilità da tutti i devices, basta aver installato un lettore di QR Code. Quindi abbiamo aggiunta alla didascalia anche un codice QR Code. Questo è stato il primo passaggio, la semplice audioguida da ascoltare dal proprio smartphone o tablet utilizzando il QR Code. Poi abbiamo migliorato il servizio: ci siamo resi conto che uno smartphone elabora molto più materiale di un semplice audio MP3, allora abbiamo arricchito l’audioguida per smartphone. Il QR Code rimandava ad una pagina web, dove il visitatore poteva leggere la scheda dell’opera, o scegliere sia di ascoltare il file in lingua italiana (e, quando disponibile, in un’altra lingua), sia di vedere le schede di approfondimento e la scheda biografica di un autore.

Al beacon ci siamo arrivati perché, quando dici che utilizzi il QR Code rispondono “ah, ma il QR Code è già superato, ora c’è il beacon!”. Questa è una battuta, ma abbiamo individuato nel beacon lo strumento successivo, perché è interattivo e perché col beacon possiamo inviare segnali all’utente. Il problema è stato capire come utilizzare i beacon. L’idea iniziale era mettere un beacon per ogni opera, ma l’operazione era infattibile. Un’altra possibilità era selezionare un gruppo di opere, ma come operatore museale la ritenevo un’operazione non corretta. Proprio per non discriminare, abbiamo pensato ad un uso diverso dei beacon. Il beacon infatti aiuta il visitatore dicendogli in quale sala è entrato, e mettendogli a disposizione l’elenco di tutte le opere e una descrizione generale della sala, con la possibilità di accompagnare il visitatore nella sua visita autonoma in modo discreto, ma io credo molto utile.

Ci presenti il museo, quali sono le collezioni, i pezzi più pregiati o quelli più interessanti.

Questa è una pinacoteca con una sua specificità: sono tutte opere provenienti dal territorio faentino, arrivate in questo istituto già a fine Settecento con le confische napoleoniche. Aggiungo anche che questo è il più antico museo della Romagna. Le prime opere arrivarono nel 1796, l’apertura al pubblico è del 1878, quindi un museo che ha una storia importante e un patrimonio veramente consistene. Abbiamo opere che coprono un arco temporale che va dalla tarda antichità, cioè VII-VIII secolo d.c., fino a opere del Novecento. Abbiamo una collezione di artisti faentini del primo Novecento davvero importante e significativa a livello nazionale (noi li chiamiamo gli artisti del cenacolo Baccarini dal nome del più importante artista, Domenico Baccarini, morto a soli 23 anni), ma abbiamo anche una donazione recente, con una trentina di opere molto importanti, tra cui dipinti di De Chirico, Savinio, Carrà, Sironi, Morandi, insomma tutti i grandi nomi della pittura italiana del Novecento. Tra le altre opere importanti abbiamo un San Girolamo scolpito da Donatello, opere rinascimentali di artisti faentini ma anche toscani, poiché Faenza ha sempre avuto grandi contatti con la Toscana. È una visita che permette di approfondire la storia, l’arte e la cultura non solo del territorio faentino, ma anche di momenti importanti della storia e cultura italiana.

Quali sono le aspettative per il futuro della Pinacoteca?

Sarebbe bello avere una Pinacoteca sempre più ricca, ma coi tempi che corrono ciò è impossibile. Il sogno sarebbe far diventare questo museo più social, ovvero più partecipato, con la gente che viene non solo per vedere le opere ma anche per incontrarsi, organizzando molte occasioni d’incontro; ma il vero sogno sarebbe che i musei italiani riuscissero a diventare come sono i musei delle piccole città inglesi, dove le famiglie ci vanno la domenica per ritrovarsi, per mangiare nel ristorante del museo.

C’è poi un altro aspetto che dovremmo riuscire ad approfondire e in questo spero che le tecniche ci aiutino. Un museo come questo ha ancora una concezione ottocentesca. In fondo, in queste sale i quadri sono stati collocati nell’ottocento e non sono mai stati spostati. Dovremmo riuscire a far diventare questi musei in qualcosa di più moderno. Difficilmente sposteremo i quadri, perché ormai questo tipo di esposizione è storicizzata; però, con l’uso delle nuove tecnologie, a mio parere, si può trasformare in qualcosa di diverso. La narrazione durante la visita è già cambiata molto: prima avevamo il cicerone, adesso invece possiamo fare visite approfondite, i percorsi se li crea da solo il visitatore, grazie a smartphone e tablet e alla possibilità di utilizzare in modo intelligente le nuove tecnologie. Il problema diventa proprio questo: riuscire, come operatori museali, a sfruttare per bene queste tecnologie per far sì che la visita diventi qualcosa di partecipato e intelligente e più moderno di quello che poteva fare il visitatore nell’Ottocento, che magari veniva con il suo taccuino e si copiava alcune immagini. Ecco, dobbiamo riuscire a dare una diversa modalità alla visita e questo spero proprio che ci aiutino sempre più le nuove tecnologie.

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Come gestire le batterie dei beacon

La gestione della batteria è uno degli aspetti più importanti da valutare in ogni progetto che coinvolga l’uso dei beacon. Ormai i primi progetti pilota hanno superato il primo anno di vita e si stanno avvicinando al momento della prima (costosa) sostituzione di massa delle batterie; inoltre chiunque stia progettando un lavoro sui beacon, dovrebbe porsi qualche domanda sulla loro manutenzione, in quanto può essere un momento critico per qualsiasi lavoro.

Noi di Beaconitaly abbiamo contattato Valter Foresto di iBlio, azienda torinese produttrice di beacon, per parlare proprio di questo argomento fondamentale.

Quali sono le problematiche che possono subire le batterie di un beacon?

Le problematice sono principalmente 4: l’influnza della temperature, l’autoscarica, le questioni tecniche (reperibilità, costo, ingombro, prestazioni), l’impatto ambientale e il loro smaltimento.

Per quanto riguarda il primo punto, la capacità delle batterie tipicamente decresce al diminuire della temperatura operativa ed il range di temperatura operativo va da -40 a +85 °C per le batterie “coin battery” tipicamente usate nei dispositivi BLE come i beacons.

Sull’autoscarica, bisogna considerare che le batterie subiscono nel tempo una perdita della propria capacità, ma questo parametro è da considerarsi importante solo per lunghi periodo di stoccaggio in cui queste non sono operative. Questo parametro ha scarsa influenza quando queste sono operative in quanto il consumo medio operativo è tipicamente ben maggiore di quello dovuto all’autoscarica.

La reperibilità commerciale delle batterie è un parametro da considerare attentamente. Molto importanti sono le prestazioni in termini di “capacità”, intesa come quantità di corrente fornibile nel tempo ed espressa quindi in ampere-ora (Ah o suoi millesimi mAh), l’ingombro che influenza le dimensioni finali del prodotto ed i costi che sono legati essenzialmente ai tre parametri appena descritti.

Le capacità tipiche delle batterie usate nei dispositivi BLE come i Beacons sono le seguenti :

  • Batterie tipo “coin cells” CR2032 220mAh, CR2450 500mAh, CR2477 1000mAh
  • Batterie tipo “AA” da 1.5V usate in coppia da 2000mAh, da 3V al Litio da 3000mAhInfine, l’ impatto ambientale e lo smaltimento delle batterie sono un problema di portata planetaria.

Cosa consigliate, a chi possiede già dei beacon, per garantire la funzionalità della batteria il più a lungo possibile.

Sono quattro i consigli da fornire:

1) Usare un periodo di advertisement il più lungo possibile compatibilmente con la responsività desiderata dell’azione associata alla rilevazione del beacon.

2) Impostare la potenza RF emessa dal dispositivo BLE in funzione dell’ effettivo raggio massimo richiesto dalla propria applicazione (qui un riferimento)

3) Il numero di bytes trasmessi in un pacchetto BLE dipende dal tipo di advertisement (iBeacon, Eddystone-UID, Eddystone-URL, Eddystone-TLM, Sensori/Attuatori, Sicurezza, ecc) ed influenza direttamente il consumo di energia, maggiori informazioni trasmesse portano ovviamente a maggiori consumi.

4) Il pacchetto di advertisement è tipicamente trasmesso sui 3 canali standard previsti dal BLE ad ogni periodo di advertisement. Configurare 2 canali invece di 3 aumenta di 1/3 la durata della batteria, e di 2/3 se usato un canale solo. Questa tecnica è da usare però con accortezza in quanto gli scanners / clients BLE normalmente scansionano tutti e tre i canali e quindi riducendo il numero di canali si riduce la responsività degli scanner.

Chi deve realizzare un progetto che prevede l’utilizzo dei beacon, deve considerare il consumo naturale della batteria nel tempo e la loro sostituzione, soprattutto in caso di grandi quantità di dispositivi. Quali sono le indicazioni da seguire?

Quanto detto in risposta alle due domande precedenti va considerato attentamente oltre a definire una procedura di approvvigionamento preventivo e sostituzione programmata del parco batterie dei dispositivi in campo.

Il fatto che i dispositivi BLE come i beacon siano in grado di inviare autonomamente informazioni sullo stato della batteria è così fondamentale per chi deve gestirne in campo l’operatività. Da questo punto di vista i prodotti che forniscono tali informazioni, localmente o via Internet, sono assolutamente da preferire.

Come produttore di beacon, cosa proponete come nuove soluzioni per un miglioramento della batteria?

Oltre ai suggerimenti visti ai punti precedenti, e soprattutto quanto detto in merito all’ impatto ambientale ed allo smaltimento, le batterie dovrebbero essere usate quando non se ne può fare a meno. Quanto detto ha portato iBLio ad essere il primo produttore al mondo a realizzare dispositivi BLE alimentabili, oltre che a batterie di lunga durata, anche a Celle Solari e tramite Wireless Power Transfer che alleviano entrambe molte delle problematiche descritte in precedenza ed eliminano le problematiche di gestione, manutenzione e smaltimento delle batterie.

Intervista a Giacomo Bosio della BeeApp

BeeApp è una società molto giovane, ma che già può vantare un passato molto importante. Raccontaci rapidamente la storia che ha avuto BeeApp in questo breve lasso di tempo.

BeeApp nasce ad Ottobre 2013, grazie a tre persone che hanno sempre sviluppato da quando esistono gli store nell’ambito mobile. Abbiamo iniziato facendo consulenza, con la quale poi abbiamo iniziato a finanziare i nostri primi prodotti; fin dagli inizi abbiamo lavorato anche con grosse multinazionali e gruppi importanti, poi abbiamo iniziato a sviluppare nostre soluzioni. Abbiamo avviato un progetto di tirocinio, abbiamo creato la nostra prima soluzione sull’app store e poi siamo arrivati a quello che è il nostro prodotto di punta, WeNote. Questa è la nostra evoluzione in questo ultimo anno e mezzo.

Parliamo appunto di WeNote, il vostro prodotto più importante. Quando e come è nata l’idea di questa particolare tipo di app?

WeNote è un’applicazione che ti consente di avere i reminder solo quando ti servono: di solito se io ti mandassi un messaggio e ti dicessi “stasera quando arrivi a casa innaffia le piante”, te vedresti il messaggio adesso e poi stasera, una volta tornato a casa, te ne saresti dimenticato. Con WeNote, il messaggio lo vedi solo la sera quando entri in casa.

WeNote è nato da un’esigenza: tutti noi in azienda ci dimenticavamo le cose da fare o magari ce ne ricordavamo quando eravamo fuori in ufficio. Qualche mese fa ci è venuta l’idea di sostituire la bacheca coi foglietti attaccati o il post-it sul frigo con un qualcosa di digitale; al che abbiamo preso la tecnologia iBeacon e abbiamo portato la bacheca sugli smartphone di tutti, quindi non solo di chi lavora in ufficio, ma anche di chi condivide la casa con un altro. L’idea, quindi, è nata così, da una nostra esigenza; la abbiamo sviluppata, ampliata, adesso abbiamo una road-map per i passaggi futuri e ciò sta diventando interessante, quasi un social per piccole comunità che però si conoscono davvero e condividono uno spazio fisico.

Voglio ricordare, infatti, che è un’applicazione molto originale per il mercato beacon.

Vero. Fino ad oggi i beacon sono stati utilizzati prevalentemente per scopi commerciali, nei centri commerciali, oppure nei musei; WeNote però porta quella tecnologia in casa, in ufficio, nelle piccole comunità: proprio per questo è innovativa, ed ad oggi soluzioni così articolate col concetto di bacheca “globale” non ce ne sono sul mercato.

Parliamo di quello che è stato il vostro momento più importante, ovvero lo SMAU di Milano 2014, quando siete stati riconosciuti come miglior app mobile per la vostra categoria. Quali sono state le emozioni di quel giorno e quanto vi ha aiutato aver ottenuto questo riconoscimento nello sviluppo di WeNote?

È stato un giorno meraviglioso, ed inaspettato. Mi ricordo ancora la scena: eravamo presenti io e la nostra responsabile Marketing&Comunicazione (Francesca De Marco, ndr), e come concorrenti avevamo grosse aziende come Microsoft o le Poste. In finale eravamo rimasti in tre, nel momento in cui hanno annunciato la vittoria di WeNote c’era Francesca in platea aveva una faccia più allibita della mia che stavo sul palco. L’emozione è stata forte, sul momento non ci credevo, ho impiegato qualche secondo per assimilare la notizia, poi ho espresso la contentezza solo nei minuti successivi.

La vittoria è stata importante perché, considerato i concorrenti che c’erano, e che la Best App Awards era un evento molto importante allo SMAU di Milano, con una platea molto interessante, ed essere premiati lì, quando ancora non c’era neanche una versione beta, è stato un primo riconoscimento importante che ci ha fatto capire che l’idea era giusta, e che andava sviluppata e finanziata in qualche modo, e da lì è partito tutto quello che oggi è la campagna di crowdfunding, gli investimenti societari e la road-map verso il futuro.

Vostro partner è BlueUp. Cosa vi ha spinto a scegliere loro piuttosto che player internazionali già affermati sul mercato?

Abbiamo incontrato BlueUp a SMAU Milano. BlueUp, come noi, nasce sul territorio e produce “in casa”. I player internazionali li abbiamo considerati, però BlueUp ci garantiva una qualità e un modo di lavorare che non è quello che hanno società più grandi; inoltre, essendo loro vicino a noi, (BeeApp è in provincia di Pisa, BlueUp in provincia di Siena, ndr) abbiamo provato a sviluppare un discorso di partnership tecnologica, in modo da valutare le future evoluzioni dell’hardware. Abbiamo puntato a creare il primo prodotto tecnologico a km 0. Noi ci occupiamo di software, BlueUp si occupa di hardware ed entrambe puntiamo sulla qualità, unire le nostre capacità ci garantisce di proporre sul mercato un prodotto ad un prezzo accettabile ma con una qualità alta. Per fare un esempio, BlueUp fa delle saldature in oro all’interno dei beacon; offrono una garanzia che altri produttori, che costruiscono in serie, non ci fornivano. Inoltre, lavorando sul territorio, abbiamo avuto una serie di vantaggi economici ecc. L’importante era rimanere in Italia.

Parliamo della campagna di crowdfunding per il lancio sul mercato di WeNote. Come mai avete scelto questa particolare forma di finanziamento, e perché proprio Indiegogo?

Abbiamo riflettuto a lungo, alla fine abbiamo scelto di andare su una piattaforma di crowdfunding e di partire subito dall’internazionale, perché la nostra è un’applicazione che si rivolge all’utilizzatore finale, che vuole entrare nelle case e negli uffici delle persone, e abbiamo deciso di farci finanziare proprio dagli utilizzatori finali del prodotto spesso. Abbiamo deciso di andare nel crowdfunding anche per vedere le risposte, i feed-back, i consigli sugli sviluppi, cercando di coinvolgere tutti. Chiediamo una cifra bassa, 20.000€, che però per noi sono molto importanti per velocizzare lo sviluppo ed essere sul mercato subito dopo l’estate, perché il prodotto è innovativo oggi, mentre tra due anni potrebbe non esserlo.

Abbiamo scelto Indiegogo perché è una piattaforma internazionale, e Kickstarter ha aperto in Italia solo da poco quando ormai noi stavamo per andare su; inoltre Indiegogo ha una funzionalità importante che è la possibilità, se raggiungi l’obiettivo, di lasciare la campagna visibile, e quindi fare in modo che le persone interessate possano continuare ad effettuare i preordini attraverso Indiegogo. Sulla campagna, infatti, è possibili pre-ordinare il prodotto ad un prezzo di lancio. (qui il link alla campagna)

L’ultima domanda. Quali sono le vostre speranze per il futuro sia di BeeApp che di WeNote?

BeeApp spera di poter crescere. Siamo cresciuti molto nell’ultimo anno e speriamo di fare ancora meglio. Con WeNote speriamo di raggiungere il mercato mondiale, e ci auguriamo che WeNote possa essere una bacheca globale, quindi che ognuno, ovunque vada, abbia la possibilità di lasciare notifiche, promemoria, quindi abbia la vita organizzata.

Ovviamente ci auguriamo di poter lavorare sempre di più su prodotti nostri che possano aiutare l’utenza finale a migliorare la propria vita.

Cliccate qui per ascoltare l’intervista audio integrale

Smart Public Transport: parliamone con la Onyx

Il progetto per i non vedenti di cui abbiamo parlato la scorsa settimana ci è piaciuto tantissimo! E quindi abbiamo fatto di tutto per ottenere un’intervista esclusiva coi ragazzi della Onyx Beacon! Questo è quello che ci hanno raccontato. (English Text Here)

1) I beacon sono conosciuti soprattutto per il loro utilizzo a scopi di marketing, e nessuno prima di voi aveva mai pensato di utilizzarli per obiettivi sociali. Ci potete raccontare come avete capito che i beacon potevano avere questa funzione, e perché avete concentrato i vostri sforzi sulle persone afflitte da disabilità visive?

Una delle cose che i nostri clienti e partner apprezzano di noi, è la nostra creatività, applicata con rapidità ed efficienza alle loro domande o richieste. Nella maggior parte delle situazioni, i casi d’uso più innovativi per i nostri beacon nascono da una stretta comunicazione e scambio di informazioni, idee e opinioni tra i nostri clienti e utilizzatori, da una parte, e il team di specialisti dall’altro. Così è nato il progetto Smart Public Transport. E questo è soltanto uno dei tanti progetti resi disponibili da noi a coloro che usano gli iBeacons.

Un giorno, abbiamo ricevuto una chiamata da Florin Georgescu, direttore dell’associazione Tandem, che rappresenta le persone affette da disabilità visive a Bucarest. Aveva sentito dei progetti della Onyx Beacon dai suoi amici, appassionati sulle ultimissime tecnologie disponibili sul mercato. Florin ci chiese se avessimo potuto adattare la tecnologia iBeacon e le capacità delle nostre soluzioni per aiutare chi soffre di disabilità visive ad utilizzare il sistema pubblico di trasporto con facilità, sicurezza e in modo indipendente. La risposta da parte dei nostri programmatori è stata positiva. Abbiamo avuto uno scambio intenso di idee sulle necessità e un rapido abbozzo nello strutturare la soluzione, che oggi è già nella sua fase pilota ed è sperimentato nel mondo reale. Può essere replicato in ogni parte del mondo con facilità e velocità. Alla fine di agosto sarà completamente funzionale e accessibile da tutti coloro che desiderano utilizzarlo in Bucarest.

 

2) Il vostro progetto è in collaborazione con l’associazione Tandem di Bucarest. Quanto è forte la vostra relazione con Tandem e quanto importante è stata la loro presenza durante lo sviluppo del progetto?

 

Come accennato prima, il nostro lavoro suppone un’intensa e aperta relazione coi fruitori delle nostre soluzioni. Lavoriamo duramente per comprendere e soddisfare le loro necessità, così da costruire un’efficiente combinazione hardware e software, non soltanto per soddisfare le richieste dei clienti, ma per superare lo loro aspettative iniziali, e per dare loro una piacevole, stabile e sicura esperienza.

La collaborazione con i nostri amici di Tandem è stata un’esperienza piacevole e utile anche per noi. Ha dato degli ottimi risultati, poiché durante questo periodo abbiamo creato il più potente iBeacon sul mercato, il modello Enterprise, che è capace di piene funzionalità in posizione out-door, ed è già testato in reali condizioni d’uso da molti dei nostri clienti. L’Enterprise Beacon è il solo beacon con un buzzer e uno dei pochi waterproof; inoltre la sua batteria dura fino a 4 anni, tutte caratteristiche sviluppato all’interno del progetto Smart Public Transport.

 

3) Fino a settembre, il vostro progetto è in fase di test, poi verrà applicato sulla maggior parte degli autobus di Bucarest. Quale è il prossimo passo? E qual è la vostra speranza sulla prossima fase del progetto?

 

Riguardo l’uso specifico della tecnologia iBeacon in questo contesto, dopo aver provato la piena funzionalità e utilità della soluzione, il nostro piano e quello dell’associazione Tandem è di coinvolgere sempre più comunità e associazioni della Romania ad adottare questo progetto, specialmente perché è facilmente integrabile e anche molto accessibili in termini di costi.

Dall’altra parte, poiché parliamo su un’esclusiva mondiale, siamo già in contatto con numerose associazioni di non vedenti, compagnie di trasporto pubblico e autorità regionali nel mondo, che hanno già sentito della nostra iniziativa e stanno vagliando con grande interesse i risultati della sperimentazione, come l’intero processo del progetto. Non appena il risultato sarà confermato, e la nostra soluzione dimostra la sua utilità, siamo fermamente convinti che saremo capaci di aiutare chi soffre di disabilità visive e di disturbi dell’orientamento in tutto il mondo, ad usare i trasporti pubblici con indipendenza e sicurezza.

 

4) Un’ultima domanda. Il vostro progetto è molto utile e può veramente migliorare la vita di migliaia di persone in tutta Europa. Avete altri progetti per il futuro?

 

Lavoriamo su diversi progetti alla volta, in quanto la tecnologia iBeacon è soltanto alla fase iniziale, ed ancora si trovano settori in cui potrebbe essere molto utile. Abbiamo centinaia di clienti e partner in tutto il mondo che provano le funzionalità e l’utilità della tecnologia in differenti business verticali. Siamo in contatto con numerosi team di sviluppatori e professionisti di marketing, come esperti di turismo o logistica, che costruiscono soluzioni complesse ed efficienti: per esempio soluzioni per interagire facilmente coi clienti nel commercio tradizionale, per comunicare coi partecipanti di eventi pubblici (concerti, fiere, exhibition e conference), per promuovere hotel e ristoranti, tracciamento dei beni in area logistica, o anche per guidare i visitatori in grandi locazioni indoor.

 

 

 

1)Beacons are mostly known for their employment for marketing purpose, and no one has thought to use them for social aims, before you. Can you tell us when you understood that beacons can be used even for social aims, and why you have focused your efforts on visual impaired people?

One of the things our customers and partners appreciate most about us is our pragmatic creativity, applied quickly and effectively to their requests or questions. In most of the situations, the newest use-cases for our beacons arise from close communication and exchange of information, ideas and perspectives with our customers and users on one hand, and our team of specialists on the other hand. This is also how the Smart Public Transport project was born. And this is just one of the many projects made available by us to those using iBeacons.

 One day, we received a call from Florin Georgescu, director of the Tandem Association, representing visually impaired people of Bucharest. He heard about the Onyx Beacon projects from his friends, passionate for the newest available technologies on market. Florin asked us if we could adapt iBeacon technology and our solution’s capabilities to help the visually impaired in using public transportation easily, safely and independently. The answer from our fellow programmers was positive. We had an intense exchange of ideas regarding all requirements and a very quick outline in structuring the solution, which today is already in the pilot phase of testing under real conditions. It can be easily and quickly replicated anywhere in the world. At the end of August it will be fully functional and accessible to all of those whising to use this feature in Bucharest.

2) Your project is in collaboration with the Tandem association of Bucharest. How is strong your relationship with Tandem and how important has been their presence during the development of this project?

 As already mentioned earlier, our way of working supposes an intense and very open relationship with the users of our solutions. We work hard to completly understand and fulfill their needs, so we build the most case-efficient combination of harware and software, not only to deliver what our costumers ask for, but to overcome their initial expectations, and to give a pleasant, stable and secure experience.

 The collaboration with our friends from Tandem Association was a greatly useful experience for us too. It also had great results, as during this time we managed to create the strongest iBeacon on the current market, the Enterprise Beacon, which is capable of full functionalities in out-door locations, and it was already tested in real conditions of use by many of our clients. The Enterprise Beacon is the only beacon that has a buzzer and one of the few waterproof beacons on the market. Also, its battery life lasts up to 4 years, all these characteristics being developed within Smart Public Transport project.

3) Until september, your project is in testing phase, then it will be applied to most of all buses of Bucharest. What’s the next step? and what is your hope about the next phase of your project?

Regarding the specific usage of the iBeacon technology in this situation, after we prove the full functionality and utility of the solution, our plans and also Tandem Association’s plans would be to pursue more and more communities, associations from Romania to adopt this project, especially beacause it is easily integrable and it is also very accessible in terms of costs.

 On the other hand, as we talk about a world premiere, we are already in touch with numerous associations for visually-impaired people, public transportation companies and local or regional authorities of the world, who already heard about our initiative and are monitoring with great interest the results of the testing period, as well as the whole process of the project. As soon as the results get confirmed, and our solution proves its utility, we are firmly convinced that we will be able to help visually-impaired people or people who have difficulties in orientation all over the world, meaning they would be helped to independetly and safely use the public transportation systems.

4) The last question. Your project is very useful and can really improve the life of thousand of people all around Europe. Do you have other project for the future?

 We work on severel projects at the same time, and the iBeacon technology is only at an early launching phase, so it still finds fields in which it could be extraordinarly useful. We have hundreds of clients and partners all over the

world testing the functionalities and utilities of the technology in different business verticals. We are in touch with numerous developer teams and marketing professionals, as well as tourism or logistics professionals, who build complex and greatly efficient solutions: for exemple solutions for easily interacting with clients in case of traditional retail, communicating with attendees on public events (concerts, fairs, exhibitions and conferences), promoting hotel and restaurant industries, asset tracking in the logistics area, or even guidence of visitors in large indoor locations.

 

 

La community Alive Devs Society e l’evento del 18 maggio

Abbiamo raggiunto Gerardo Fogliano e Andrei Liscan della community Alive Devs Society, per raccontarci l’evento beacon di Milano da loro organizzato, che si preannuncia essere interessante!   Raccontateci di voi, della vostra community, di come vi siete conosciuti. Gerardo: ho studiato ingegneria informatica al Politecnico di Milano, poi ho deciso di concentrarmi sulla programmazione per iPhone. Da ciò è nata l’idea di fondare una community a Milano per appassionati di tecnologia Apple e sviluppo iOs. Ho creato la community su www.meetup.com, un sito per la gestione delle community e che fornisce gli strumenti per realizzare gli eventi. Al nome che ho scelto è legata una curiosità: il nome è infatti ispirato al titolo originale originale del film L’attimo Fuggente: Deads Poets Society, e ci piacerebbe ricreare l’atmosfera del film, con gli studenti che si ritrovano per parlare di tematiche specifiche, nel film la poesia, nel nostro caso, in modo molto più nerd, di sviluppo e codici, o comunque di argomenti sulla tecnologia mobile di Apple. Durante uno dei primi eventi che ho organizzato, ho incontrato Andrei, ed è diventato anche lui uno dei Core Organizer della community. Andrei: Sono sempre stato appassionato di tecnologia e da quattro anni mi sono focalizzato particolarmente sul mondo iOS, sviluppando applicazioni prima come freelance e adesso con una piccola realtà mia. Lunedì 18 maggio farete un evento in cui parlerete di beacon. Raccontateci il programma e gli argomenti di questo incontro. Gerardo: L’intervento sarà ovviamente focalizzato sui beacon, e avremo come ospite Luca Panzanella, che ci illustrerà come funzionano e come si utilizzano. Luca Panzanella è uno dei fondatori dell’App&Mapp, e si occupano di organizzare compagne di proximity marketing e di aiutare le varie realtà ad introdursi a questo mondo. Andrei: Ci sarà probabilmente anche l’intervento, via call, del CEO e fondatore di BlueUp, Alessio Cucini. La BlueUp si occupa della produzione dei beacon, quindi all’incontro parleremo sia degli aspetti software tecnici che di quelli hardware. Ci date qualche informazione utile per chiunque decida di venirvi a trovare. Gerardo: vorrei cominciare dando il riferimento della pagina ufficiale dell’Alive Devs Society, che si trova all’interno dello spazio di meetup, a cui ci si può iscrivere gratuitamente per rimanere sempre aggiornati sui prossimi eventi ed incontri. La maggior parte degli eventi si tengono in Copernico, un nuovo Business Innovatin Center a Milano, proprio in zona stazione centrale, quindi raggiungibili facilmente anche per chi viene da fuori. L’indirizzo è via Copernico 38. L’evento di Lunedì, (gratuito, nda) si svolge al piano -1, presso il co-working space di StartMiUp, e sarà alle 19. Ricordiamo brevemente a tutti gli amici di beaconitaly i vostri contatti. Andrei: c’è il sito internet www.meetup.com/alive-devs-society Gerardo: Per chiunque voglia comunicare con noi personalmente siamo sia su Linkedin e sui social Network, anche per una consulenza personale. Cosa altro aggiungere, se non invitarvi ad affollare le sale del Copernico per avere un’esperienza concreta dei beacon!   Qui troverete l’intervista integrale Audio!!!

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Intervista a Valter Foresto della iBlio

Riassunto: Nell’articolo si parlerà di: 1 la storia e i prodotti iBlio; 2 di idee innovative per l’utilizzo di beacon; 3 del Droid-con di Torino

 

Abbiamo intervistato oggi Valter Foresto della iBlio, la start-up torinese di recente grande protagonista del recente Droid-con di Torino.  La iBlio è la produttrice dell’interessantissimo UriBeacon che abbiamo provato proprio pochi giorni fa.

 

1. Con iBlio siete una delle prime aziende italiane impegnate nella costruzione hardware dei beacon. Quando e perché nacque l’interesse per questa nuova tecnologia?

iBlio nasce da una serie di aziende interessate agli aspetti innovativi del Bluetooth Low Energy (BLE); in particolar modo, l’idea di iBlio è nata quando è apparso il progetto di Google per il physical web e l’utilizzo del protocollo UriBeacon. Google ha presentato il suo progetto alla fine di ottobre 2014, e noi abbiamo iniziato subito a collaborarvi, focalizzando lo sviluppo dell’hardware direttamente a questa tecnologia, con un occhio di riguardo non soltanto ai beacon per physical web (UriBeacon), ma anche alle altre funzionalità BLE.
iBlio quindi è nato con un attenzione particolare verso i beacon di Google, per poi allargarsi agli iBeacon di Apple, e infine ai nodi e gateways, ovvero sensori e attuatori per far transitare le informazioni verso il cloud o il machine-to-machine, o l’HMI.
2. Quali sono i vostri prodotti di punta?

Il nostro prodotto di punta è l’UriBeacon. Siamo la prima azienda non statunitense a produrre UriBeacon standardizzati e certificati Google! Siamo produttori anche di iBeacon, quindi di prodotti adatti al marketing di prossimità, ma soprattutto realizziamo nodi (ovvero sensori e attuatori Bluetooth, adatti ai più svariati mercati), sia i gateways per portare le informazioni su Cloud.
In pratica, questi prodotti corrispondono al concetto di physical web proposto da Google, per lo sviluppo dell’IoT.

3. So che avete idee molto innovative su come utilizzare i beacon. Potete descrivercele?

Certamente. Quello che abbiamo notato è che, quando si discute di beacon, l’attenzione è rivolta all’utilizzatore finale, mentre raramente si guarda al gestore del sistema. Mancano elementi come, per esempio, un sistema per avvisare il gestore che le batterie si stanno esaurendo e devono essere sostituite. Sembra una sciocchezza, ma in realtà e un’opzione non supportata.
Un’altra idea è proporre beacon che presentino entrambe le tecnologie (UriBeacon e iBeacon), e a tal proposito abbiamo già dei prototipi funzionanti.
Le aziende che utilizzano o sono interessate ai nostri prodotti, ci chiedono l’invio di determinate informazioni, come la temperatura o l’umidità del luogo dove sono installati, oppure sullo stato di salute dei vari ingressi.
Abbiamo anche immaginato un modo diverso di utilizzare i beacon. Nel marketing di prossimità, si immagina sempre che un beacon sia fisso, mentre sia l’utente a muoversi, ricevendo così le varie proposte. Noi abbiamo tentato di ribaltare questo concetto, ottenendo risultati estremamente interessanti. Abbiamo pensato a dei beacon mobili, associati a cose o persone, mentre fissi risultano essere dei gateway, il quali raccolgono le informazioni ricevute dai beacon e le salvano su Cloud, per poi rielaborarle ed esporle a fruitori terzi.
Queste idee le abbiamo presentate ai nostri partner e investitori, ottenendo un bel successo, quindi siamo molto fiduciosi che possano rivelarsi importanti per il futuro.

4. Siete stati protagonisti al Droid-con di Torino, quali sono state le impressioni ricevute da questo grande evento targato Google?

Abbiamo avuto impressioni assolutamente positive. Il sipario di Droid-con a Torino è legato ad Android, con un pubblico molto selezionato e attento alla tecnologia targata Google. Abbiamo avuto subito un ottimo successo con gli UriBeacon, sicuramente perché sono un ottimo prodotto, seppur ancora in fase sperimentale. In generale, però, tutta la tecnologia BLE era presente, non soltanto con iBlio ma anche con altre aziende.
Noi siamo stati sponsor dell’Hackathon, presso l’incubatore del Politecnico di Torino, dove 150 persone si sono sfidate nello sviluppo di applicazioni Android per l’IoT. Qui ben 7 gruppi su 14 che hanno accettato le sfide del Droid-con, hanno lavorato sul BLE utilizzando sia i nostri beacon che nodi, oltre che sui gateways.
Il successo ottenuto ci fa ben sperare per il futuro, nonostante noi abbiamo scelto di non fornire SDK specifici per gli sviluppatori. Crediamo, infatti, che bastino gli SDK rilasciati da Apple, Google e Microsoft, con le loro API orientate al BLE, senza bisogno di interporre un software intermedio, il quale dovrebbe seguire le continue evoluzioni delle API native.

5. Come ultima domanda vorrei chiedervi a quali eventi parteciperete nei prossimi mesi.

Sull’onda del successo ottenuto al Droid-con e all’Hackathon, parteciperemo allo SMAU Torino (29-30 Aprile); inoltre il 12-13-14 Maggio saremo presenti all’SPS-Drive di Parma, un evento di livello mondiale che segue quello di Norimberga del Novembre 2014, dove presenteremo lo sviluppo di prodotti nuovi rivolti al settore industriale.
Più avanti avremo una serie di conferenze in Toscana e nel resto dell’Italia, con l’obbiettivo di proporre la nostra tecnologia a chi vuole investire, sia dal punto di vista finanziario che tecnico, insieme a noi.

 

Troverete l’intervista integrale all’interno della nostra sezione podcast!

Intervista ad Alessio Cucini

Riassunto dell’articolo.

Intervista ad Alessio Cucini, Ceo e fondatore della BlueUp, in cui si parlerà di: della storia della BlueUp; 2 dei prodotti BlueUp; 3 del recente SMAU di Berlino.

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Oggi abbiamo intervistato Alessio Cucini, Ceo e fondatore della BlueUp, azienda di Colle Val D’Elsa produttrice del beacon BlueUp Mini recensito recentemente da noi.
1) La vittoria al “Terre di Siena Creative 2013” è stato sicuramente un punto di svolta importante per la sua start-up. Ci potrebbe raccontare brevemente come è nata l’idea del progetto e quanto difficile è stato affermarlo.

L’idea del progetto è nata a fine 2012. Con i miei colleghi pensavamo a nuove soluzioni basate sull’integrazione della tecnologia Bluetooth Low Energy (BLE) con il mondo mobile, in quanto eravamo estremamente convinti delle grandi potenzialità di questa tecnologia. In particolare, avevamo pensato ad applicazioni per il marketing di prossimità. Siamo stati in parte preveggienti, in quanto ancora non si parlava di iBeacon (Apple presenterà la tecnologia iBeacon solo a Maggio 2013). Il bando “Terre di Siena Creative 2013” al quale avevamo presentato il nostro progetto ci ha dato la possibilità di realizzare il progetto, fornendoci il contributo economico iniziale per lo start-up. Poi, la diffusione della tecnologia iBeacon ci ha consentito di portare il nostro progetto da un’idea, potenzialmente buona ma probabilmente di nicchia, all’interno di un mainstream tecnologico. Siamo i primi produttori in Italia di dispositivi BLE con tecnologia iBeacon, e siamo molto orgogliosi dei nostri prodotti, interamente Made in Italy.

2) In breve tempo ha creato un’intera gamma di beacon. Ci illustri quali sono le differenze tra ognuno dei suoi prodotti.

Con il nostro catalogo di dispositivi, abbiamo voluto rispondere alle diverse esigenze che sono presenti sul mercato, e che abbiamo potuto riscontrare fin dalle prime richieste da parte dei clienti; inoltre abbiamo sfruttato anche gli anni di esperienza del team di BlueUp nel settore della progettazione e realizzazione di sistemi elettronici e wireless. I nostri beacon (che abbiamo chiamato BlueBeacon) vanno dal modello piccolo (Mini) adatto nel caso di installazioni in cui si vuole premiare la minima invasività della tecnologia, al modello (Maxi) alimentato con normali batterie alcaline che troviamo comunemente in tutti i negozi, al modello (Forte) per applicazioni in esterno dove sono richiesti requisiti più stringenti a livello di robustezza e resistenza ai fattori ambientali. Abbiamo inoltre un beacon USB che può essere inserito in una qualsiasi porta USB, ad esempio di un PC o di un alimentatore, trasformandola immediatamente in un beacon.
La caratteristica importante è che l’interfaccia di programmazione è uguale per tutti i nostri modelli, semplificando notevolmente le procedura di configurazione e gestione. Il nostro cliente deve solo scegliere, anche su nostro consiglio, il modello che più si adatta alla sua installazione.
3) Secondo lei, oltre al settore del commercio, quale è l’ambito in cui i beacon possono avere le potenzialità maggiori?

Sicuramente il settore del commercio, con le applicazioni legate al marketing di prossimità e al “customer engagement” è quello su cui si stanno rivolgendo le maggiori attenzioni da parte degli sviluppatori di soluzioni mobile basate su tecnologia iBeacon (che, ricordiamo, non è compatabile solo con i sistemi Apple, ma con tutti i sistemi operativi mobili che supportano Bluetooth 4.0). Altri settori di grande interesse sono: turismo e beni culturali, soprattutto per quanto riguarda i musei e le mostre, la gestione di eventi (ad esempio le fiere), gli ambienti intelligenti (casa, ufficio, luoghi pubblici) in cui abilitare servizi di prossimità, il grande settore delle smart city. Tutti questi mercati offrono grandi potenziali, che stiamo esplorando anche insieme ai nostri partner.
4) Siete appena tornati dal SMAU di Berlino. Come le è sembrata l’accoglienza da parte del pubblico tedesco dei beacon “made in Italy”?

In Germania c’è grande interesse per tutto quello che è Made in Italy, anche se il settore dell’elettronica non è sicuramente uno di quelli in cui questo brand è maggiormente apprezzato. Abbiamo partecipato sia all’evento SMAU di Berlino sia al CEBIT di Hannover (la più grande fiera mondiale nel settore IT), e in entrambi i casi abbiamo avuto un ottimo riscontro da parte del pubblico. Gli aspetti che sono stati maggiormente approzzati, oltre alla qualità dei nostri prodotti, sono la varietà dell’offerta e la capacità di fornire servizi di personalizzazione su richiesta, un tipo di attività che è sempre più importante per poter rispondere in modo flessibile ed adeguato alle richieste del mercato.

 

5) Quali sono i suoi progetti per il futuro?

Abbiamo chiuso e stiamo finalizzando importanti accordi di fornitura e partnership con realtà italiane, attive nel settore dei servizi mobile, ma non solo. Stiamo osservando che i nostri clienti e partner apprezzano molto sia i nostri prodotti sia il fatto che siano fatti in Italia. Dal punto di vista tecnico, abbiamo appena rinnovato, migliorandolo nell’elettronica, nella meccanica e nelle funzionalità, il nostro beacon Mini, e a breve procederemo anche con gli altri modelli. L’obiettivo è quello di garantire continuamente prodotti e servizi di qualità. Oltre alle applicazioni basate su beacon e servizi di prossimità, stiamo sviluppando altre soluzioni basate su tecnologia BLE per applicazioni legate all’automazione e alla domotica. Sicuramente il 2015 sarà un anno importante per la crescita di BlueUp.

6) Un’ultima informazione per i nostri lettori: a quali eventi potranno incontrarvi nei prossimi mesi?

Ancora non abbiamo un programma stabilito, ma molto probabilmente saremo presenti sia allo SMAU di Firenze (8-9 Luglio), che a quello di Milano (21-23 Ottobre).

Contatti

Janus s.r.l.
via Speranza, 35
40068 S. Lazzaro di Savena
Bologna

Tel:. 051 6277711
Fax: 051 6277701
marketing@beaconitaly.it
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