Tag : recensioni

post image

Beacon B03 della iBlio

Torniamo ad occuparci dell’hardware beacon, e questa volta abbiamo analizzato il nuovo modello B03 della torinese iBlio, con specifiche Eddystone e iBeacon.

Il beacon si presenta di medie dimensioni, di forma quadrata, con due fori sul case per il passaggio delle viti di installazioni. Come già detto, il salto di qualità nel case, rispetto ai primi modelli, è evidente. Il beacon si preannuncia resistente e con una buona impermeabilità che lo rende adatto anche ad un uso esterno, nonostante il modello non abbia particolari accorgimenti. Per quanto riguarda la funzionalità hardware, il modello risulta essere molto completo e con alcune funzionalità aggiuntive particolarmente interessanti. Considerando la parte Eddystone, grazie al frame TLM, si possono controllare: carica della batteria, temperatura interna del dispositivo, contatore advertisement (ovvero il numero di segnali inviati dalla sua accensione) e da quanto tempo esso è acceso; sul resto interessante anche la monodirezionalità dell’antenna, che invia il segnale in una sola ed unica direzione.

La batteria, invece, risulta essere la parte più debole del dispositivo. Il beacon utilizza una coin battery da 3V CR2477N, con una durata prevista di 1 anno. Un’autonomia un po’ bassa considerato le alte autonomie riscontrate per altri modelli, in parte però giustificata dall’alto numero di informazioni inviate. Qualche problema, invece, viene dato dall’alloggiamento della batteria. In fase di rimozione, infatti, estrarre la batteria comporta una pericolosa piegatura della circuteria, e per evitare il rischio di frattura abbiamo dovuto smontare l’intero blocco-circuito.

Lasciamo la parte operativa e concentriamoci sulla configurabilità e programmazione. Per quanta riguarda la configurabilità, nonostante l’assenza di un’app dedicata sviluppata da iBlio, essa risulta eccellente, in quanto il beacon dialoga benissimo con tutte le app esistenti sugli store. Purtroppo non ci risultano rilasciati gli SDK per la programmazione, facendo risultare più complesso questo aspetto.

In conclusione, il modello della iBlio, nonostante alcuni difetti come la batteria, risulta essere un beacon molto funzionale e soprattutto versatile. I molti sensori sensori installati hanno il pregio di rendere il beacon molto tecnico, adatto ai contesti in cui è necessario il costante controllo delle prestazioni. Questa qualità giustifica ampiamente il prezzo superiore rispetto ai beacon della stessa categoria.

Hardware: 9/10

Case e resistenza: 6,5/10 (8,5 per il case, 5 per il blocco batteria)

Configurabilità: 9/10

Programmabilità: n.d.

Qualità/prezzo: 8,5/10

Voto finale: 8/10

Beacon B03

post image

App e beacon nella Pinacoteca di Faenza

A Faenza (RA), tra pochi giorni,  inaugureranno il nuovo percorso beacon all’interno della Pinacoteca comunale. Noi di Beaconitaly siamo andati a visitarla in anteprima, insieme ad un accompagnatore d’eccezione: il direttore della pinacoteca Claudio Casadio.

La Pinacoteca di Faenza è il più antico museo della Romagna (l’apertura al pubblico avvenne nel 1868, ma le opere cominciarono ad affluire sin dalle soppressioni napoleoniche del 1796), e vanta al suo interno opere di grande interesse. Il periodo storico che coglie va dal 1200 fino al secolo scorso, con importanti testimonianze dello stretto rapporto tra Faenza e Firenze nel ‘400, testimoniato soprattutto dal San Girolamo del tardo Donatello, oltre che della florida stagione scultorea faentina del primo Novecento. Il museo inoltre ospita “una collezione di opere del Novecento (la collezione Bianchedi Bettoli-Vallunga, nda) con De Chirico, Savinio, Carrà, Sironi, Morandi, quindi i grandi nomi della pittura italiana del Novecento”.

All’interno della Pinacoteca i beacon non sono molti e servono soprattutto a mappare le differenti sale del museo. Una scelta voluta dal direttore, dopo aver provato ad utilizzarli in diversi modi. “L’idea iniziale era mettere un beacon per ogni opera, ma l’operazione era infattibile. Un’altra possibilità era selezionare un gruppo di opere, ma come operatore museale la ritenevo un’operazione non corretta. Proprio per non discriminare, abbiamo pensato ad un uso diverso dei beacon”. Entrando in una sala, si ricevono le informazioni riguardanti la storia di quella sala e tutte le opere esposte al suo interno, con l’idea di accompagnare i visitatori in maniera discreta, aiutandoli nella scelta di un proprio itinerario basato sulle proprie passioni e interessi. I beacon utilizzati sono il modello Mini della BlueUp, posizionati in maniera quasi invisibile all’interno delle sale, nascosti tra le intercapedini del soffitto, ma nonostante ciò la ricezione del segnale è ottimale.

L’app utilizzata è AmaMusei della bolognese Janus (per poter vedere la guida bisogna digitare il codice pnctfnza nelle impostazioni dell’app), e si presenta come un’app elegante e facile da utilizzare (ne abbiamo parlato qui). La parte interessante dell’app faentina, sono i percorsi presenti al suo interno. Attualmente ne sono presenti due, ma ne sono previsti altri in futuro. Il primo è dedicato alla rappresentazione del fiasco di vino nel corso dei secoli, il secondo riguarda la ceramica all’interno delle opere esposte, con spiegazioni degli stili e delle tecniche di lavorazioni dei suppellettili dipinti. La qualità delle schede è molto alta. Le descrizioni sono complete ed esaustive, capace di fornire documentazioni che vanno molto al di là della semplice informazione; inoltre, il sistema di collegamenti presenti all’interno dell’app, permette di inoltrarsi nella conoscenza di tutti gli elementi della Pinacoteca, rispondendo alle esigenze anche dei visitatori più esperti ed appassionati (e detto da uno storico dell’arte puntiglioso come me, ciò vale molto).

Il lavoro alla Pinacoteca si può considerare come riuscito e, soprattutto, efficace. Il percorso non ha elementi di spettacolarità come in altri musei, ma la sua semplicità di concezione ha il pregio di essere funzionale, rapido e di immediata comprensione, senza però sacrificare la qualità dell’applicazione stessa.

Beacon Forte della BlueUp

Il Beacon Forte della BlueUp è il nuovo modello prodotto dalla società colligiana, uscito proprio durante questi mesi estivi. Il beacon Forte è pensato per un uso prettamente esterno, per questo si presenta con un case irrobustito e con alcuni accorgimenti volti a resistere alle peggiori condizioni climatiche.

Scopriamo più in dettaglio il beacon. A livello di funzionalità, il Forte si dimostra degno degli altri modelli della BlueUp: un beacon veloce, affidabile, dal segnale molto stabile, con una circuteria ricavata direttamente dal precedente modello Maxi (leggi la recensione). La durata prevista, inoltre, è molto alta, in quanto il Forte si alimenta con batterie CR123A al litio, con un’attività prevista superiore ai 2 anni.

La vera differenza rispetto ai modelli precedenti, riguarda invece la struttura. Il case, come già annunciato, è più robusto e spesso rispetto ai modelli precedenti: anche il peso di conseguenza è aumentato, e ciò ha richiesto un attacco più robusto per poterlo installare. Molta importanza è stata data anche all’impermeabilizzazione: una serie di guarnizione garantisce una protezione molto elevata nei confronti di umidità e infiltrazioni; inoltre, ad ulteriore protezione dei circuiti dell’antenna, è stato steso uno strato di resina, così da isolarla da umidità e polvere. Non a caso, il beacon Forte ha ottenuto la certificazione IP65.

Come tutti i modelli BlueUp, uno dei punti di forza del beacon è la sua configurabilità: grazie all’app messa a disposizione, impostare distanza o potenza di trasmissione è un’attività semplicissima. Diverso il discorso riguardante la programmazione, poiché la BlueUp, come sua abitudine, non ha a disposizione sdk specifici. Altro punto a sfavore è l’aspetto estetico, in quanto il Forte ha un design molto semplice e minimale, da componente elettrico, ed è sicuramente un aspetto migliorabile.

In conclusione, la BlueUp ha sformato un altro ottimo prodotto. Il fatto di essere pensato per un uso esclusivamente esterno, ha permesso ai tecnici colligiani di curare con accuratezza proprio la sua custodia, che in effetti si presenta molto avanzata. Il nostro consiglio è, ovviamente, di utilizzare il Forte soltanto per uso esterno, anche in posizione molto esposta.

post image

Il Beacon ONE della OnyxBeacon

Tramite il nostro sito, avete già conosciuto la produttrice rumena di beacon OnyxBeacon. Oggi trattiamo un altro loro prodotto, il Beacon One, primo modello prodotto dall’azienda di Cluj.

Il Beacon One è un piccolo dischetto (5 cm di diametro e 1 cm di profondità), da utilizzare soprattutto in contesti difficili, dove lo spazio è poco oppure dove è necessaria una certa discrezione visiva.

Ci siamo soffermati molto ad analizzare la componente hardware del beacon, come nostra abitudine. Il Beacon One è attrezzato con una singola batteria a bottone, per una durata dichiarata di circa un anno, una durata nella media di questo particolare tipologia di beacon; purtroppo ha il limite di non possedere dei sensori collegati alla batteria, per cui non è possibile rilevare da remoto il suo stato di salute! Un altro limite è il tempo di connessione (ovvero il tempo impiegato per connettersi al beacon in ambito di sviluppo), che risulta essere molto lento (oltre i 1600 ms!!!).

Molto migliore risulta, invece, essere il case. Il design è molto gradevole e curato, i bordi zigrinati e la figura a disco gli conferiscono una figura elegante, forse uno dei più beacon disponibili sul mercato; inoltre, molto buone sono le impressioni che ci ha dato in ambito di resistenza: la struttura è solida e robusta nonostante le dimensioni, la chiusura risulta essere molto efficace, ed è anche molto resistente all’acqua! L’unico limite è rappresentato dall’attacco, affidato ad uno spesso adesivo 3M: il nostro dubbio è che, nel lungo periodo, l’adesivo possa deteriorarsi provocando così la caduta del beacon.

La configurabilità e programmabilità sono, come nel caso dell’Enterprise, eccellenti. Anche qui il beacon si configura facilmente grazie all’app gratuita messa a disposizione dalla stessa Onyx, previa registrazione al suo CMS online. Per quanto riguarda la programmabilità, la Onyx mette a disposizioni gli SDK per iOS e Android, semplificando molto la vita dello sviluppatore; inoltre, questione non secondario, il beacon One si riconosce come iBeacon!

Hardware: 6/10

Case e resistenza: 8/10

Configurabilità: 8,5/10

Rapporto Qualità/Prezzo: 9/10

Voto Finale: 7,5/10

post image

WeNote: app e beacon per ricordarsi sempre tutto!

Quante volte capita di dimenticarsi di fare qualcosa, nonostante le migliaia di post-it affissi sulle pareti? Bene, finalmente esiste qualcuno che ha creato una soluzione a questo annoso problema!

Lunedì siamo stati invitati al Polo di Tecnologico di Navacchio (nei pressi di Cascina, vicino a Pisa), per la presentazione di WeNote, un’app creata proprio per aiutare a ricordarsi di tutto! e lo fa grazie ai beacon!

WeNote è stata sviluppata dalla giovane società pisana della BeeApp, in collaborazione con BlueUp, ed ha già ricevuto importanti riconoscimenti per l’originalità della propria idea (votata migliore Mob App allo SMAU di Milano 2014, davanti a molti colossi del settore).

Il funzionamento dell’app è semplice: tramite essa si appunta cosa deve essere ricordato e, soprattutto, da chi (proprio come in un post-it); poi quando chi deve ricordare passa vicino al beacon, una notifica giunta sullo smartphone gli “ricorda” quello che deve fare. Un’idea semplice, ma a cui ancora nessuno aveva pensato prima dei ragazzi di BeeApp.

Rispetto alle tante sveglie o reminder che si possano trovare in giro, WeNote ha il suo punto di forza proprio nella totale integrazione con la tecnologia beacon, poiché non solo richiama, ma lo fa anche in maniera molto precisa e localizzata, e soltanto quando il remind può essere veramente utile. Prendiamo l’esempio di un beacon WeNote piazzato vicino alla porta di casa: può ricordare a chi sta uscendo di controllare di aver spento le luci, ma anche di prendere qualcosa, di fare una telefonata prima di uscire, o tantissimo altro ancora.

I primi fruitori di WeNote sono stati proprio quell della BeeApp: come ha raccontato Francesca De Marco, responsabile della comunicazione, grazie a WeNote sono riusciti ad organizzarsi molto bene, poiché ogni singolo compito è sempre stato ricordato, dai più importanti ai minori, riuscendo così a non tralasciare non aspetto della loro vita lavorativa.

WeNote ci è piaciuto, e nella sua semplicità lo troviamo un prodotto molto utile, quasi indispensabile considerata la sua funzione, da attendere con impazienza il suo arrivo sul mercato (soprattutto da persone sempre distratte come chi scrive!). WeNote, infatti, per quanto sia già pronto, ancora non è distribuito sul mercato: proprio per questo motivo, lunedì a Navacchio, è stata lanciata la campagna di crowdfunding su Indiegogo, per sostenere le spese di lancio di WeNote. Il nostro invito è di contribuire al suo lancio, perché, ripetiamo, il prodotto è molto valido e può veramente portare benefici a tutti!

Il video di presentazione di WeNote

post image

G-Tag, un piccolo beacon per non perdere nulla

Il G-Tag della Gigaset è un piccolo e ben costruito beacon creato per un obiettivo ben preciso: ritrovare gli oggetti che si sono persi!

Come è possibile? Beh, per capirlo cominciamo subito a descriverlo. Il G-Tag è un piccolo beacon quadrato molto sottile (meno di 1 cm!!!), con una particolarità: è chiuso soltanto da tre viti poiché il quarto angolo è forato. Questo è stato pensato per permettere di agganciare il beacon con un cordino, un gancetto o un portachiavi, così da poter essere legato a qualsiasi oggetto uno desideri, con lo scopo di rintracciarlo in caso di perdita o dimenticanza.

Sfruttando le caratteristiche di localizzazione, la Gigaset ha creato un’app che permette di rintracciare il beacon, guidando l’utente fino al suo ritrovamento; un’idea di per sé non originale, ma che può contare su un’app così ben costruita da renderla molto intrigante. L’app, infatti, oltre ad essere facilissima da utilizzare, ha anche alcune intelligenti aggiunte che la rendono utile anche senza la connessione bluetooth.

Cominciamo a parlare della configurazione iniziale del G-Tag: basta appoggiare il beacon sullo schermo per compiere l’operazione e rinominare il proprio dispositivo, senza visualizzare nessun intricato UUID che possono confondere i non esperti. In questa maniera si possono configurare (e rinominare) moltissimi G-Tag senza difficoltà. Una volta eseguito, è sufficiente scegliere uno dei propri G-Tag per localizzarlo, una schermata indicherà se il beacon è distante o vicino, o se ci stiamo allontanando o avvicinando. Si può attivare anche una funzione divertente: un bip sonoro il cui ritmo aumenta o diminuisce a seconda della distanza dal G-Tag, un meccanismo che ricorda molto il gioco Acqua, Fuoco, Fuochino (o Fuocherello, a seconda delle regioni)!

Le funzionalità molto interessanti che citavo prima, sono due: la possibilità di raggruppare i beacon e, soprattutto, la possibilità di utilizzarlo senza bluetooth attivo. Questo è possibile perché l’app registra la posizione esatta dell’ultima volta che ha captato il segnale del beacon, rivelandola nel caso si consulti l’app col bluetooth disattivato. Pensate al caso in cui uno utilizzi il G-Tag dentro un automobile: rileva il beacon e lo lascia in macchina; al ritorno, attiva l’app ed essa mostrerà la mappa con la via esatta dove è stata lasciata l’auto.

Tornando a parlare del G-Tag stesso, non si può non nominare la particolare copertura della circuteria con una guaina di silicone, per evitare le infiltrazioni di acqua. Altre caratteristiche di questo beacon è il fatto di non essere un iBeacon, di avere una batteria al litio ed infine di non essere utilizzabile per la programmazione. In pratica il G-Tag può essere utilizzato soltanto per lo scopo per cui è nato, e questo è un peccato perché sia per la forma che per le sue caratteristiche tecniche, avrebbe potuto interessare molti sviluppatori.

In conclusione, definiamo il G-Tag molto buono nel suo insieme, con una delicata attenzione ai dettagli (come il QR sul retro del beacon, che rimanda al download dell’app, un preziosismo che denota attenzione), che rendono onore al buon nome della multinazionale tedesca.

post image

Il Beacon Enterprise della Onyx Beacon

In questi giorni abbiamo potuto provare il beacon Enterprise prodotto dalla Onyxbeacon, lo stesso utilizzato dalla società rumena per il loro progetto per non vedenti di cui abbiamo parlato nei giorni scorsi. È stata una prova interessante, che mostrato un beacon ben studiato ma con qualche dettaglio da migliorare. Allora cominciamo a raccontare.

L’Enterprise è un modello pensato per un uso molto prolungato. A dimostrazione di ciò, il beacon è fornito di ben 4 batterie AA, per una durata massima stimata di ben 4 anni! Inoltre, è possibile anche alimentare il beacon tramite sia un cavo USB che uno della corrente. Tra gli accessori aggiuntivi, segnaliamo il sensore per sapere il livello di carica della batteria e il buzzer, unico beacon al mondo a presentare questa soluzione.

La componente hardware è molto buona, la connessione è molto rapida, inoltre il segnale, a parte qualche lievissima imprecisione, è molto stabile e viene ben rilevato a tutte le distanze (breve, media e lunga).

Se le prestazioni hardware sono ottime, lo stesso non si può dire per il case, a nostro avviso il punto debole del beacon. L’aspetto estetico, di grandi dimensioni, è molto gradevole, la scelta di un case a disco si rivela molto azzeccata; inoltre, la possibilità di poter installare il beacon o tramite 4 piccole viti oppure grazie a due robusti adesivi forniti in dotazione, dimostra la cura dei dettagli della società rumena. Purtroppo non si può dire la stessa cosa della chiusura. Il sistema pensato non sempre permette una chiusura perfetta, e ciò incide molto capacità di respingere l’acqua da parte del case: i test da noi effettuati non portato ad un risultato soddisfacente.

Un aspetto molto interessante è la programmabilità del beacon: la Onyxbeacon, infatti, rilascia gli SDK sia per iOs che per Android, il che semplifica molto il lavoro dei programmatori.

Infine molto buona risulta la configurabilità del beacon. Riconosciuti come iBeacon, sono configurabili su UUID, Major e Minor e potenza di trasmissione, e il tutto avviene tramite la app “Onyx Beacon” per Android e iOS. Per poter accedere alle funzioni di configurabilità, è indispensabile iscriversi al CMS in Cloud ella Onyx Beacon.

Abbiamo giudicato l’Enterprise un beacon ben realizzato e molto affidabile. La lunga durata della batteria lo rende sicuramente un prodotto molto interessante in molti contesti, soprattutto quando si desidera un’elevata potenza di segnale; di contro, le grandi dimensioni dell’Enterprise lo renderanno difficile da nascondere. Per chi volesse utilizzarlo in esterno, il nostro consiglio è di installarlo in un luogo riparato (ad esempio sotto una tettoia).

Hardware: 9/10

Case e resistenza: 7/10 (8 l’estetica, 6 la resistenza)

Configurabilità: 8,5/10

Programmabilità: 8/10

Rapporto Qualità/Prezzo 9/10

Voto finale: 8,5/10

Aggiornamento del 29/06 – Come ci ha comunicato la Onyx Beacon, la nuova versione del beacon Enterprise ha risolto il problema della chiusura, ottenendo la certificazione waterproof IP65.

post image

Il Beacon Maxi v.2.0 della BlueUp

Torniamo finalmente ad occuparci di hardware, e questa volta abbiamo potuto provare il beacon Maxi della BlueUp di Colle Val d’Elsa. Abbiamo sottoposto il beacon ad un test severo, passato in grande stile! ma basta chiacchiere, e via con l’analisi.

Il beacon Maxi, come dice il nome, è un grande parallelepipedo, adatto quindi a contesti dove non si vuole nascondere il beacon alla vista. È alimentato con due batterie AA, che garantiscono una durata minima di almeno 16 mesi, usati alla massima potenza. Nel case esterno, sono presenti due fori per “attaccare”, tramiti viti, il beacon dove si desidera (anche se dalla BlueUp mi hanno anticipato che stanno studiando un modello senza fori).

Il primo test effettuato riguarda l’impermeabilità del case. Abbiamo messo il beacon sotto un flusso d’acqua corrente, avendo soltanto delle piccole infiltrazioni, passate probabilmente attraverso i fori di chiusura del case. Un piccolo problema risolvibile in futuro con l’applicazione di rondelle e guarnizioni.

Ci siamo poi concentrati sugli aspetti funzionali del beacon. Come gli altri modelli della BlueUp, il beacon ha un tempo di connessione molto veloce (mediamente attorno ai ~600ms), il che lo rende adatto a lavorare in contesti di rapidi passaggi. Abbiamo testato anche i tempi di rilevamento dei servizi (ovvero quanto tempo un beacon impiega per descrivere quello che può fare), ottenendo un ottimo risultato (mediamente ~60 ms).

Passiamo però all’aspetto che più interessa chiunque voglia acquistare un beacon: la stabilità del segnale! Anche per il beacon Maxi, la BlueUp si conferma un abile produttore: la stabilità del segnale è eccellente sotto il metro (come il suo rilevamento), leggermente inferiore nella media e lunga distanza, ma si parla comunque di un livello qualitativo ottimale.

L’altro vero punto di forza, è la configurabilità del beacon! Grazie alla app della BlueUp, configurare il nostro dispositivo è semplice ed immediato, risultando di gran lunga più facile anche di mostri sacri nel campo beacon. Purtroppo, non sono ancora rilasciati gli SDK specifici, creando qualche problema per la programmabilità.

Hardware: voto 9/10

Case e resistenza: voto 7,5/10

Configuarabilità: voto 9/10

Programmabilità: voto n.d.

Rapporto Qualità/Prezzo: voto 8,5/10 (mezzo punto in meno per la mancanza degli SDK)

Voto finale: 8,5/10

post image

Recensione dei nuovi beacon iBlio

Continua il nostro viaggio tra i beacon Made in Italy. Ospite di oggi è la iBlio, una giovanissima società di Torino, la quale ha sviluppato i suoi primi beacon proprio nel 2015. La vera forza di iBlio è la collaborazione con Google per lo sviluppo di beacon per il physical web, ovvero i nuovissimi Uri Beacon.

Adesso basta con le presentazioni, e concentriamoci sui beacon.

I modelli inviateci da iBlio sono l’iBeacon 5315 e l’Uri Beacon 5315. Premettiamo subito che quelli inviati sono prototipi, per cui l’aspetto e la forma potrebbero essere differenti rispetto ai modelli definitivi.

Cominciamo subito con l’iBeacon 5315. Noi di beaconitaly lo abbiamo trovato un prodotto nella media. Non velocissimo nel farsi riconoscere, discretamente affidabile, il principale pregio lo ha nell’hardware, con l’antenna beacon ben protetta e una batteria di piccole dimensioni. Un grandissimo limite è nella sua programmazione, non esistendo un’app dedicata (e quindi bisogna utilizzare un’app generica per impostarlo) e non essendoci disponibilità degli SDK per gli sviluppatori

L’Uri Beacon 5315, invece, è un ottimo prodotto. Funziona benissimo, la struttura interna è ottima, in più sono a disposizione gli strumenti per gli sviluppatori, grazie alla partnership con Google. Questo aspetto è fondamentale, poiché gli Uri Beacon sono un prodotto recentissimo, e ancora devono essere scoperte tutte le sue potenzialità.

In conclusione se l’iBeacon è un prodotto ancora migliorabile, l’Uri Beacon si dimostra un ottimo prodotto su cui puntare, soprattutto per sfruttare le potenzialità del physical web.

 

*                                                                   Ibeacon 5315                         Uri Beacon 5315

Configurabilità:                                              6/10                                             9/10

Funzionalità:                                                   7/10                                             9/10

Hardware:                                                        7/10                                             9/10

Rapporto/Qualità prezzo:                         5/10                                           10/10

 

In copertina i prototipi della iBlio. In evidenza l’ottimo Uri Beacon.

Contatti

Janus s.r.l.
via Speranza, 35
40068 S. Lazzaro di Savena
Bologna

Tel:. 051 6277711
Fax: 051 6277701
marketing@beaconitaly.it
P.I. e C.F. 01857771206
Registro Imposte Bologna 26936/98
Cookie Policy
Privacy Policy