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Museo della scienza di Milano: bello e impossibile!

Il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia “Leonardo da Vinci” di Milano, rimane uno dei più bei musei da visitare, anche per chi non ha fatto della scienza la propria passione di vita!

A fine Gennaio è stato inaugurato il percorso beacon all’interno del museo, e noi siamo stati ad esplorarlo giovedì 4 giugno (come già sapevano i nostri follower su Twitter); inoltre abbiamo avuto la fortuna di essere accompagnati dall’ideatore di questo progetto: Paolo Cavallotti.

Il percorso è stato creato dal Museo della Scienza e Samsung, ed ha richiesto oltre un anno di lavoro, oltre che l’installazione di 300 beacon per tutta la superficie del museo (beacon Estimote, ridipinti a mano di bianco prima del montaggio). Questo lavoro certosino ha comportato un risultato, a nostro avviso, strepitoso! Ma spieghiamo meglio.

L’app del Museo della Scienza è un’app molto semplice, anche abbastanza banale al primo sguardo. C’è una sezione dedicata alle mappe, una ai percorsi e una alle news del museo. Se si accede nella mappe, si può vedere la struttura del museo, nei percorsi si scoprono le varie sale, insieme alle opere più importanti, a cui è connesso un beacon che mostra contenuti speciali a chi possiede l’app. Fin qui niente di particolare.

La vera novità, ovvero quello che ci ha lasciato meravigliati, è il modo con cui le persone sono guidate all’interno del museo. Nella sezione percorsi, infatti, ad ogni scheda è associato il pulsante “portami lì”: cliccandovi, si accede ad una mappa in tempo reale, con segnalato il percorso giusto. Muovendosi la mappa ruota a seconda dei movimenti compiuti dal visitatore, mentre il percorso segnalato si accorcia man mano che ci si avvicina all’opera scelta, il tutto in tempo reale. Questo perché la mappa legge tutti i beacon presenti, e sa sempre in quale punto si trovi! La cosa più bella è che, appena giunti nel punto desiderato, scatta il contenuto dell’opera scelta. Non è stato facile ottenere questa precisione, e, come ci ha spiegato Paolo Cavallotti, è stata una delle principali difficoltà incontrate.

Il primo bene verso cui ci siamo fatti guidare è stato il frammento di Pietra Lunare posseduto dal museo (l’unico in tutto il territorio italiano); poi, una volta salutato Paolo Cavallotti, abbiamo proseguito la visita da soli: inutile dire la comodità di questa soluzione, ci siamo fatti l’intero museo senza mai perdersi (e vi garantiamo che non è difficile smarrirsi), godendo dei bei contenuti apparsi sull’app. Il tutto con estrema precisione e affidabilità. Vorremmo aggiungere che parte dei contenuti sono on-line, e parte direttamente scaricati sul device, poiché alcuni piani del museo sono coperti dal wi-fi, e altri no; inoltre, la mappatura non accompagna soltanto alle opere, ma anche ai vari servizi, e potete ben immaginarne l’utilità, soprattutto quando scappa!

Questo è un chiaro segnale di come l’app sia stata pensata soprattuto per accompagnare le persone all’interno dello spazio museo, considerando che l’ambiente del Museo della Scienza non aiuta molto l’esposizione (lo spazio è ricavato da un’ex monastero), e serviva qualcosa per aiutare i visitatori a non disperdersi tra i suoi tanti piani ed ale. In realtà, il progetto beacon è nato proprio in seguito alla necessità di ripensare alle installazioni, con la riorganizzazione avvenuta grazie all’importante contributo di Samsung.

Una postilla riguardanti all’uso degli schermi touch, presenti nel museo: qui, gli schermi sono usati principalmente per alcuni giochi dedicati ai tanti bambini che frequentano il museo, e per evitare le code attorno ai monitor, un beacon, posto proprio sotto lo schermo, invia una notifica nel device dell’utilizzatore, permettendo di proseguire il gioco sul suo smartphone o tablet. Una soluzione veramente molto intelligente.

Le noti dolenti

Premettendo che il Museo della Scienza merita a prescindere una visita (e se ciò è detto da uno storico dell’arte…), bisogna aggiungere che, purtroppo, l’app non è più aggiornata, rendendo il percorso beacon incompleti. Alcuni problemi (non di natura tecnologica) sorti dopo due mesi dall’inaugurazione, hanno bloccato di fatto lo sviluppo del progetto:  nell’app per Android sono presenti soltanto alcuni percorso, mentre quella per iOS ancora non esiste, nonostante fosse stata annunciata per maggio. È un grande dispiacere che un lavoro così ben fatto rischi di naufragare, e noi speriamo che questa spiacevole situazione si risolva e che questo splendido lavoro torni a disposizione di tutti.

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Il nuovo allestimento alle Gallerie dell’Accademia di Venezia

Questo fine settimana siamo stati a Venezia, per scoprire il nuovo allestimento delle Gallerie dell’Accademia inaugurato lo scorso 9 maggio. Questa installazione è stata effettuata da Samsung in collaborazione con Venetian Heritage, all’interno del progetto UNESCO “Comitati Internazionali Privati per la Salvaguardia di Venezia”, e riguarda soltanto le prime tre sale del museo (con opere spazianti dal barocco al romanticismo), in attesa della completa risistemazione dell’intero museo.

Premettiamo subito che la visita l’abbiamo trovata alquanto… interlocutoria. Abbiamo riscontrato alcuni difetti così marcati, che vogliamo esimerci dal dare qualsiasi giudizio sulla nostra esperienza.

Cominciamo subito dall’app: non è per tutti. A parte che è disponibile soltanto per Android, non è neanche scaricabile da tutti i dispositivi (e abbiamo già segnalata la cosa al museo); inoltre l’app differisce molto tra quella disponibile per smartphone e quella per tablet, privilegiando molto i possessori di tablet. Il problema, però, è che sul tablet con cui abbiamo provato l’app, essa tende a crashare sempre: forse riguarderà soltanto il nostro dispositivo, ma è stato alquanto fastidioso.

Noi di beaconitaly, però, riteniamo che la limitazione a un ristretto numero di utenti di questi servizi, sia particolarmente inadeguata: capiamo la volontà di sviluppare per il sistema operativo utilizzato nei propri hardware, ma così si rischia di privilegiare alcuni visitatori rispetto ad altri. Sarebbe stato tutto risolvibile se il museo avesse avuto a disposizione alcuni tablet per i visitatori che non ne possiedono uno, così da fornire i servizi a chiunque.

Basterebbero i problemi riscontrati con l’app, per farvi rendere l’idea della visita di ieri. Vorrei fare un appunto sui monitor touch installati dentro le sale. Le informazioni che mostrano, sono le stesse presenti nell’app; il problema è che sono un paio di schermi a sala, le schede sono tante, e se un visitatore è impegnato a leggere su un monitor, lo occupa totalmente rendendo impossibile la lettura a più persone insieme. Nella sala d’ingresso, invece, sono presenti un buon numero di monitor, ma si crea un altro tipo di problema: un visitatore va al museo per vedere le opere, se deve leggere innumerevoli schede di catalogo in una sala senza opere, non ha più senso visitare il museo! Riteniamo comunque l’idea buona, se, però, sfruttata in maniera diversa.

I contenuti, inoltre, sono un po’ troppo specialistici, a volte sconfinanti addirittura nella storia attributiva, e non aiutano a seguire il nuovo percorso museale (che è tematico, e non cronologico), che risulta così poco comprensibile.

In definitiva, se eravate pronti a partire per Venezia onde esplorare il nuovo allestimento e giocare coi beacon, il nostro consiglio è di aspettare. Il lavoro è soltanto provvisorio, e siamo sicuri che tutte le difficoltà da noi riscontrate saranno risolte. Abbiamo troppa fiducia nella Samsung per non essere ottimisti, e confidiamo che, al nostro ritorno in Laguna, rimarremo ben sorpresi dal loro lavoro.

Intanto, però, aspettiamo.

nella foto, il panorama dalle Gallerie dell’Accademia

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